Le nostre iniziative
hanno ottenuto il patrocinio di:

New York, Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite, UN Headquarters


16 Aprile 2015

 

Intervento della Prof.ssa Rossana Pace

direttore del Magazine “Eccellenze Italiane”

Official Partner dell'ONU all'Expo Milano 2015

 

Buona sera a tutti voi!

Sono davvero felice di esprimere l’orgoglio della nostra Rivista per l’importante compito che ci è stato affidato dall’ONU e ringrazio davvero molto l’Ambasciatore Sebastiano Cardi e tutti i  presenti di averci dato opportunità di raccontare questa bellissima esperienza e invitarvi a condividerla con noi.

Come sapete, il prossimo 1 Maggio, sarà inaugurata a Milano l’EXPO Universale 2015 che è dedicata al tema “Nutrire il Pianeta, energia per la vita”. 

E vorrei rivolgere uno speciale saluto all’Ambasciatore Lambertini qui presente che è stato alla guida della Task Force che ha sostenuto a livello internazionale la candidatura di Milano per questa EXPO.

Si tratta di un Evento che – svolgendosi in Italia, Paese del quale tutti apprezzano l’attenzione alla buona cucina – darà ampio spazio  alla presentazione e degustazione di prodotti enogastronomici, sicuramente  quelli italiani, ma anche quelli degli altri Paesi.

Nello stesso tempo, però, la nostra EXPO sarà anche la sede per le elaborazioni e gli scambi di esperienze più utili per mettere a fuoco le problematiche  sull’economia agricola sostenibile,  sulla salvaguardia dell’ambiente, dei suoli,  sullo sviluppo di un’alimentazione sana e adeguata  per tutti.

L’ONU  è in prima linea su questo fronte e ha deciso di partecipare non con un Padiglione dedicato, bensì con ben 18 postazioni  collocate lungo l’intero percorso espositivo, in modo da intercettare l’attenzione del maggior numero di visitatori.

In questo quadro, la nostra Rivista  ha  ricevuto dall’ONU l’incarico di accompagnare  con approfondimenti tematici la sua partecipazione,  sostenendo il grande progetto di sensibilizzare sulla Sfida Fame Zero i milioni di visitatori e creando il massimo coinvolgimento su questa Sfida.

La nostra Rivista sarà distribuita all’Expo per i sei mesi della durata dell’evento, sia in versione digitale che cartacea, oltre ad essere inserita sul sito “UN AT EXPO” e ci auguriamo possa essere un utile strumento per far comprendere  che la SFIDA FAME ZERO, "Eccellenze Italiane” crede profondamente che esista un inscindibile nesso tra i “principi” e la loro traduzione in “azioni concrete” così come crede nella necessità della condivisione. 

Se guardate le immagini della nostra Rivista vedrete che sono scelte per suggerire un’eco di rimbalzi tra epoche diverse, luoghi lontani, stili differenti, valorizzando certe “comunanze”  che, nelle esperienze pur varie, non mancano di esistere.

E ringrazio la fotografa Gloria Fenaroli - che oggi è con noi - per  averci fatto attingere a tante sue bellissime immagini.

Quando parliamo di “eccellenze italiane per il valori dell’ONU” esprimiamo una duplice lettura. Ci riferiamo al coinvolgimento concreto che aziende ed istituzioni hanno accettato volentieri per rendere possibile questa pubblicazione.

Ma ci riferiamo anche all’impegno di “fare focus” su quelle nostre espressioni d’eccellenza che possono essere riconosciute riferimenti validi nel raggiungimento degli obiettivi della comunità globale.

La nascita dell’ONU fu motivata dall’individuazione di interessi comuni tra i vari popoli, prima di tutto il mantenimento della pace.

Con l’accrescersi delle interconnessioni globali e di fronte alle gigantesche dimensioni delle problematiche da affrontare, sempre più occorre che ciascun Paese – oltre a cercare i minimi comun denominatori - faccia lo sforzo di attingere al meglio delle proprie specifiche esperienze, dalla propria cultura, dalla propria storia  e le metta al servizio  dell’individuazione delle vie di fuga dai problemi.

Ci siamo dunque posti anche noi l’interrogativo di quali fossero le  caratteristiche della migliore italianità  che testimoniassero la nostra coerenza con i valori  dell’ONU e  potessero costituire punti di forza per la soluzione dei grandi problemi.

Il mondo produce oggi una quantità di cibo con cui si potrebbero sfamare tutti i cittadini del globo. Tuttavia ne disperde e spreca un terzo, mentre ci sono più di 800 milioni di persone che soffrono cronicamente la fame, 2 miliardi di persone malnutrite e 161 milioni di bambini che soffrono sottonutrizione cronica.

Per di più, milioni di persone muoiono per malattie connesse  all’obesità e all’eccesso di alimentazione.

Disfunzioni e squilibri di tali dimensioni non si possono considerare elementi contingenti: sono chiaramente conseguenza diretta del modo in cui funziona il sistema globale a livello tecnico,  economico ma anche culturale ed etico.

Ciò significa che anche le soluzioni devono avere un approccio sistemico, al quale tutti i Paesi sono chiamati a mettere in campo le proprie migliori risorse a partire da quelle etico culturali.

L’internazionalizzazione delle culture significa saper dare ad esse un respiro e una prospettiva in grado di consolidarle come linguaggio “proponibile” e “condivisibile”.

Si sta oggi chiarendo che il primato del mercato e della pura economia finanziaria è una delle radici più profonde dello sfruttamento, dell’indifferenza verso l’ambiente  e verso le condizioni di intere popolazioni.

Gli Italiani, a fronte di ciò, possono essere testimoni  di un’impostazione dell’economia basata sul creare, sul produrre il bello e ben fatto mirando alla soddisfazione economica e morale di vedere apprezzate le loro creazioni.

Per gli Italiani, perciò, la finanza è funzionale all’economia reale, alla produzione.

Gli Italiani per secoli hanno attraversato i mari e le più sconfinate terre con le loro merci, gettando le basi teoriche della “mercatura”, considerata un’“arte” vera e propria; hanno creato e dato al mondo tutti gli strumenti  finanziari oggi in uso, dalle banche alla Borsa, dalla carta di credito alla cambiale, dalle assicurazioni alla partita doppia; hanno saputo occupare le prime posizioni tra le economie più avanzate.

La voce più importante della nostra economia è l’esportazione di prodotti apprezzati in tutto il mondo.

Con tutta questa innegabile abilità di produzione e di business, però, gli Italiani non “si vivono”, nella maggioranza dei casi, come persone che misurano se stesse e quanto valgono prima di tutto da ciò che guadagnano. Il concetto di “riuscita” per un italiano non si identifica nel mero “far soldi” o nell’avere successo nel lavoro, bensì comporta il raggiungimento dell’obiettivo di  “vivere bene”.

Le chiavi che motivano le azioni nel mondo non sono esclusivamente quelle del profitto.

E non siamo certo i soli a crederlo.

 

I milioni di volontari di ogni Paese che si adoperano a rischio della vita per aiutare chi ha bisogno non la pensano così. Le loro sono azioni incisive che non sono mosse da motivazioni di profitto.

Bellezza, saper fare, innovazione raccontano il nostro Paese e attestano come l’Italia sia pronta a testimoniare in maniera profonda e convinta la concreta possibilità che i valori dell’ONU possano superare gli ostacoli e diventare vita vissuta dall’umanità.

Ai non italiani  noi dobbiamo essere grati, perché spesso è stata proprio la loro attenzione, il loro apprezzamento a farci rendere conto delle nostre ricchezze e delle nostre potenzialità.

Ovunque nel mondo, soprattutto nelle università, si registra un rinnovato interesse per la tradizione del pensiero filosofico italiano: dagli Stati Uniti all’America Latina, dal Giappone al Brasile, dall'Australia alla Corea. Probabilmente, nel momento in cui devono essere affrontati problemi complessi, si avverte l’insufficienza di approcci parziali che trascurano l’insieme: il  pensiero italiano viene percepito come non semplificatorio, non astratto, bensì sensibile ai temi della storia e della politica, attrezzato a riportare gli accadimenti del “qui e ora” ad una visione più generale. E quindi ad interpretazioni fruibili per l’individuazione delle soluzioni.

Gi Italiani sono tra i popoli più critici verso se stessi e spesso è stata proprio l’attenzione esterna a renderli consapevoli di alcune qualità di interesse anche per gli altri.

Si cerca nel pensiero italiano un pensiero che abbia approfondito in termini filosofici il rapporto uomo-natura e che, moderando gli eccessi di antropocentrismo della contemporaneità, riduca la visione arrogante  ad essi connessa. Un pensiero che affronti i temi della biopolitica, intesa come rapporto tra  vita biologica, natura umana e potere.

Citiamo ad esempio Giordano Bruno – il cui pensiero è studiato nel mondo con rinnovato interesse – che nega  l’idea che il soggetto sia superiore al cosmo e afferma che l’uomo non deve arrogarsi il potere di devastare la terra che custodisce.

Si cerca nel pensiero italiano un pensiero che abbia un rapporto fecondo e dinamico con le radici e la storia. E questa è una testimonianza incoraggiante anche per quei popoli che si affacciano alla modernità pensando che lo scotto da pagare allo sviluppo sia l’abbandono delle proprie radici.

Diversi sono i pensatori italiani che hanno posto al centro della propria riflessione la comunanza della sorte di tutti gli esseri umani.  E’ questa consapevolezza che deve invitare gli uomini a solidarizzare, riconoscendo gli altri accomunati al proprio destino (vedi sicuramente il messaggio cristiano, che non è ovviamente solo italiano, ma lo ha certamente influenzato. Ma vedi anche la poesia laica e civile del Leopardi della Ginestra).

A livello globale generalmente si riconosce all’Italia una grande attenzione alla qualità della vita e una consolidata frequentazione della dimensione artistica.

Di fatto, l’Italia detiene il maggior numero (50) di siti dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco proprio grazie al loro valore storico-artistico.

Ma entrare nella dimensione artistica, da artisti o da fruitori,  significa  entrare in “un’altra” dimensione, dove governa la contemplazione, il gratuito, un tempo diverso, scandito da altri ritmi, mutevole, a volte misurato da un lampo d’intuizione.

Questo rimando “ad altro” è il segreto dell’arte, della poesia, della preghiera…

L’Organizzazione Mondiale della Sanità dichiara che il nostro è uno dei Paesi più longevi al mondo.

La dieta mediterranea, che è quella cui noi ci atteniamo tutti i giorni, è stata dichiarata tra le più sane al mondo e riconosciuta Patrimonio Immateriale dell’Umanità dall’Unesco.

E una vita di qualità  è aspirazione  che accomuna gran parte dell’umanità.

Alla base, una visione che non esaurisce nella “materialità” il proprio impegno nel mondo, ma che, pure, nel mondo vuol che ci si stia “al meglio”.

Se il mondo è permeato da una cultura che giustifica il profitto indipendentemente dalle conseguenze che esso crea sugli esseri umani e sull’ambiente, giustificherà ogni sfruttamento selvaggio.

Abbiamo affermato all’inizio che nell’EXPO ampio spazio verrà dedicato alle elaborazioni e agli scambi di esperienze più utili per mettere a fuoco le problematiche dell’alimentazione sana, accessibile, prodotta in un quadro di sostenibilità e sviluppo.

Tutte queste elaborazioni frutto del più ampio a approfondito confronto convergeranno nella CARTA DI MILANO che il nostro Governo ha intenzione di varare al termine dell’EXPO.

Sarà un Atto di impegno che tutti, associazioni, imprese, istituzioni, cittadini, potranno sottoscrivere e che sarà consegnato al Segretario Generale dell’ONU Ban Ki-moon il 16 Ottobre, in vista dei prossimi Obiettivi del Millennio.

Come vedete, ci sono molte ragioni per considerare come il grande appuntamento dell’EXPO  abbia per l’ONU un ruolo centrale.

In ragione di questa centralità, siete tutti caldamente inviati a partecipare ad esso, raccogliendo l’esortazione in tal senso espressa dal Segretario Generale Ban Ki moon.

Tra l’altro si celebreranno a Milano anche le tre Giornate Mondiali ONU, quella dell’AMBIENTE (15 Giugno), quella UMANITARIA (19 Agosto) e la GIORNATA MONDIALE DELL'ALIMENTAZIONE (16 ottobre) alla quale parteciperà anche, come s’è detto, il Segretario Generale Ban Ki-moon.

“Eccellenze Italiane” sarà direttamente coinvolta in queste Giornate  e, per il 16 Ottobre,  realizzeremo l’ulteriore pubblicazione di un  Dossier dedicato specificamente all’alimentazione.

Sosterremo come l’Italia sia non soltanto la Patria del buon cibo ma anche un Paese in prima fila nell’affermare il diritto al cibo.