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Sei a conoscenza di un'Eccellenza della tua città o della tua Regione? C'è un inventore o un personaggio geniale del passato secondo te dimenticato, un innovatore attivo ancora oggi, una realtà (istituzione, museo o impresa) che secondo te rappresenta le caratteristiche migliori dell'Italia?

Raccontaci la tua “scoperta” inviando una mail ad info@eccellenzeitaliane.it o scrivendo ad Eccellenze Italiane, via Monti Parioli 62, 00197 Roma.

Saremo felici di ricevere le vostre segnalazioni ed ogni documento immagine o fotografia relativi alla “vostra” eccellenza siate in grado di inviarci. Le segnalazioni più interessanti verranno inserite nella nostra “vetrina dei segnalati”, con il nome del segnalante (a meno che non specifichiate altrimenti) e la data della segnalazione.

Ci proponiamo, grazie al vostro aiuto, di valorizzare queste realtà sia attraverso la nostra rivista sia prendendole in considerazione per le nostre pubblicazioni ed iniziative.

 

 

Vetrina dei segnalati

EI ECCELLENZE ITALIANE ACCOMPAGNA LA MOSTRA L'ELEGANZA DEL CIBOLeggi ▼Chiudi

I mesi di giugno e luglio 2016 vedranno l’Italia, la moda, il food ed il lifestyle italiani protagonisti a New York in tre appuntamenti imperdibili. “Eccellenze Italiane” ne sottolinea l’importanza con la sua presenza.

La Mostra “L’eleganza del cibo” (23 Giugno/4 Luglio 2016) collocata al Chelsea Market di New York, una location attualmente tra le più “trendy” della metropoli americana, è accompagnata da un numero bilingue di “Eccellenze Italiane” dedicato ad essa e realizzato in partnership con l’ICE.

Si tratta della proposta all’estero dell’esposizione tenutasi sullo stesso tema a Roma nella splendida cornice archeologica dei Mercati di Traiano.  La Mostra è prodotta da Mariotto Srl. col supporto ICE ed è organizzata da Stefano Dominella (AD Gattinoni Due, Presidente Comitato Tecnico Sistema Moda di Unindustria, Consigliere Camera Nazionale della Moda Italiana) e da Bonizza Giordani storica della Moda.

L’obiettivo dell’evento è presentare in chiave insolita, anche attraverso abiti ispirati al cibo, il connubio cibo-moda che sono i settori in cui si esercita maggiormente l’indubbio appeal del made in Italy.

La zona del Chelsea Market è normalmente frequentata da una folla di newyorkesi  di target alto, di gusti sofisticati, interessati all’offerta di prodotti di ottimo livello qualitativo e sui quali il made in Italy esercita una forte attrazione.

Nei giorni 26-28 Giugno presso lo Javits Center di NY si svolge il Fancy Food Show, una delle più grandi manifestazioni internazionali legate al cibo. Anche in quella sede Eccellenza Italiane è presente.

Così come nell’evento “Panorama Italia”(25 giugno/20 luglio), ospitato presso la Vanderbilt Hall a Grand Central Station. Si tratta di uno spazio immersivo che copre circa 325 metri quadri, con pareti alte cinque metri, su cui viene proiettato un cortometraggio di 15 minuti. Grazie alle immagini, i visitatori saranno in grado di volare sopra il Colosseo, così come di godere dello splendore di 250 delle più grandi opere d'arte conservate in musei italiani, di catturare i dettagli più sofisticati di artigianato e gioielleria italiana, di passeggiare tra vigneti secolari e godere di un posto in prima fila in alcune sfilate di moda.

Questo numero newyorkese di EI – come sempre elegantemente illustrato – ospita articoli dei Direttori Rossana Pace e Costanza Sciubba Caniglia, di Roberto Luongo, Direttore ICE, di Maurizio Stirpe Presidente Unindustria e Vicepresidente Confindustria, di Maurizio Forte Direttore ICE di New York, di Stefano Dominella e Bonizza Giordani Aragno curatori della Mostra, di Roberto Spingardi Presidente di Luxman e di Anna Massimo che ha scovato una serie di curiosità sulla storia della cucina italiana.

 

 

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http://www.eccellenzeitaliane.it/public/Eccellenze Italiane N.13 - Roma in New York.pdf

Pimpinella FoodLeggi ▼Chiudi

La Pimpinella Food è un’azienda specializzata nella produzione di basi pizza senza glutine, ispirate alla tradizione italiana.

Farine accuratamente selezionate, acqua dalle caratteristiche chimiche ottimali, e olio di oliva extra vergine, sono gli ingredienti irrinunciabili della nostra ricetta.

Tutto ciò, abbinato alla maestria dei nostri maestri pizzaioli e a uno scrupoloso controllo dell’ambiente di lavoro, garantisce un prodotto assolutamente privo di contaminazioni e dagli elevati standard qualitativi.

Fattori questi, che la Pimpinella Food ritiene determinanti per riscontrare il favore anche di chi, pur non essendo affetto da alcuna patologia, intende abbinare, a una sana alimentazione, l’irrinunciabile sapore della vera pizza italiana.

In Acqua: H2O Molecole di Creativita' - 3 Maggio 2016Leggi ▼Chiudi

Nasce l'Italia in Abruzzo - Maria Lida Cianci e Delio ToffoliLeggi ▼Chiudi

 

Franco Maria Ricci Presidente Fondazione Italiana SommelierLeggi ▼Chiudi

 

Intervista a Franco Maria Ricci Presidente della Fondazione Italiana Sommelier

 

 

            Nella prestigiosa sede della Fondazione Italiana Sommelier, all’interno dell’Hotel Rome Cavalieri, abbiamo incontrato il Presidente e Fondatore Franco Maria Ricci, per approfondire un tema che rispecchia l’eccellenza italiana in tutto il mondo, il vino.

            Il Presidente ci ha descritto con passione ed entusiasmo la sua attività che porta avanti da oltre 30 anni e che lo ha reso uno degli esponenti di maggior rilievo nel campo dell’enologia.

Laureato in Architettura, con alle spalle 30 anni di attività nel settore delle Assicurazioni, ha sempre coltivato la sua grande passione, divulgare la cultura del vino italiano.

            Tre anni fa decise di dare una svolta alla Associazione Italiana Sommelier di Roma elevandola a Fondazione dando vita ad una realtà sempre più influente a livello nazionale ed internazionale, basata sul concetto di qualità. Qualità dei docenti che insegnano nei corsi e master, qualità dei materiali didattici utilizzati e soprattutto qualità della materia di studio e di approfondimento: il vino italiano.

A coronare il tutto nel 2002 è nata Bibenda, una prestigiosa rivista trimestrale sul mondo del vino, rivolta agli appassionati, agli addetti ai lavori, ai Sommelier professionisti, ai ristoratori e a tutti i loro clienti, insegnando a saper comunicare il vino in modo più moderno tramite aggiornamenti e suggerimenti sulla tecnica della degustazione e sull’abbinamento con il cibo. Ad oggi conta circa mille abbonati solo negli Stati Uniti.

            Tutti questi progetti sono nati dall’esigenza di far conoscere e promuovere la cultura del vino con regole di qualità puntando sui giovani. A Roma ad esempio fino a 30 anni fa non si consumava vino rosso ma solo bianco, oggi la realtà romana è cambiata molto anche grazie all’attività dell’Associazione Italiana Sommelier di Roma prima e della Fondazione Italiana Sommelier oggi.

            Attualmente la Fondazione conta 130.000 presenze l’anno, il 34% di età compresa tra i 18 e i 27 anni e la sua attività spazia dai corsi di qualificazione per Sommelier alle attività di degustazione, dai corsi di birra, di olio e barman ai minicorsi monotematici.

A completare questa attività didattica ci sono circa 250 eventi ogni anno che offrono l’opportunità a chi si vuole avvicinare a questo mondo e a chi ha frequentato i corsi, di continuare a studiare il vino in tutte le sue declinazioni, perché è importante sottolineare che i corsi di formazione sono «una base di partenza e non un punto di arrivo».

            Non manca l’impegno per il sociale che grazie all’aiuto di Istituzioni Italiane ha reso possibile organizzare corsi tematici nelle Carceri di Regina Coeli e Rebibbia, nella Comunità di San Patrignano e corsi specifici per la Terza Età.

            I corsi hanno avuto e continuano ad avere una forte partecipazione di giovani, abbiamo chiesto quindi al Presidente Ricci quale sia, a suo avviso, il rapporto tra i giovani ed il vino e quale sia stato l’apporto dato loro dalla Fondazione.

«Il corso di Sommelier ti cambia la vita ed in meglio» sulla base di questa affermazione il Presidente Ricci ci ha spiegato quali sono i benefici che la conoscenza apporta nelle persone.

            La cultura del vino contribuisce in maniera sostanziale alla diminuzione del numero degli incidenti stradali perché la cultura della degustazione porta inevitabilmente la persona a comprendere ciò che beve, a conoscere i propri limiti e a sapere quando è il momento di smettere.

Ma non solo, la cultura del vino e della degustazione ha portato molti giovani ad intraprendere molteplici strade: il giornalismo in qualità di esperti del settore, l’insegnamento per poter trasmettere la propria cultura e le proprie esperienze, la consulenza, il commercio ma soprattutto l’imprenditoria, basti pensare che in 20 anni sono stati aperti circa 8.000 wine bar in Italia, che sono le «Osterie dei nostri bisnonni», luoghi in cui si andava ad assaporare un particolare vino di un determinato territorio italiano.

Questi nuovi locali sono frequentati da giovani ragazze e giovani ragazzi che passano la serata degustando vini abbinati a specifici cibi in un ambiente piacevole e più intimo di una discoteca perché «la diversità dei prodotti è la vera ricchezza del nostro Paese» e tutti devono avere la possibilità di poterla apprezzare.

L’incremento di iscritti alle Facoltà di Agraria (+30%) e di Enologia (+27%) sono il segnale che i giovani stanno maturando la consapevolezza che questo tipo di studi possa aprire molte porte nel mondo del lavoro e che le nostre terre sono ricche di prodotti d’eccellenza.

            Infine abbiamo voluto chiedere al Professor Ricci quale fosse un suo sogno che in questi anni non ha potuto realizzare «vorrei creare una Casa della Cultura del Vino, un grandissimo spazio che possa accogliere un alto numero di persone per offrire loro l’opportunità di capire che il vino è cultura e dare a tutti la possibilità di cambiare la propria vita in meglio. Grazie a questo potrei davvero cambiare il Paese». 

 

www.bibenda.it

 

Giovanna Castelli

Coordinamento Editoriale Eccellenze Italiane

 

Roma 12 Marzo 2015

ANTICA CORTE DELLE NINFEE - DIMORA STORICA - TRAPANILeggi ▼Chiudi

L’Antica Corte delle Ninfee è un antico monastero del XV secolo, attualmente Dimora Storica privata della famiglia Marrone è situata nel cuore della città di Trapani, ristrutturata negli ultimi anni dagli eredi di famiglia dopo oltre 40 anni in cui fu lasciata in abbandono e in altre mani per questioni di vita lontana.

Antico monastero femminile domenicano, nel centro storico della città barocca, è divenuto successivamente alla curia, proprietà della famiglia Marrone in cui l’architetto Ingegnere Decio Attilio Marrone (1880 – 1976) ne fece casa di famiglia.

La cappella della Trinità annessa alla sede monacale ne divenne lo studio.

Onorificienza da Papa Giovanni XVII conferita a ing. Decio Marrone

L’Ingegner Decio Marrone si occupò del restauro architettonico della stessa e del palazzo ed in oltre, a livello storico, della maggior parte di palazzi antichi e strutture architettoniche diocesiane nella Sicilia del primo e nel secondo dopo guerra, occupandosi di persona anche della progettazione, dello studio e della commissionata realizzazione del Baldacchino della Chiesa della Maria SS. Annunziata di Trapani, divenendo Sovrintendente ai beni culturali della Sicilia Occidentale.

Colei che divenne sua moglie, Renata Lombardo (1901 – 1989), direttrice in quegli anni dell’Accademia delle Belle Arti a Trapani, disegnò lavorando allo studio dell’architetto Marrone e fece realizzare la corona della Madonna dell’Annunziata.

Papa Giovanni XIII il 28 settembre 1962 conferì al Marrone l’onorificienza di Commendatore in seguito alla passione dedicata per essersi distinto nel proprio lavoro in un periodo di interessi politici ed economici.

Intorno al 1230 la zona di S. Domenico prese nome dai Domenicani sulle rovine della chiesa di S.Maria la Nova, chiesa collegata al monastero ed al convento da cunicoli sotterranei ricavati dalle antiche rovine della città fenicia sottostante.

Chi azzarda conferma che appunto questi passaggi sotterranei univano la Chiesa Domenicana e i due monasteri annessi come l’attuale Dimora privata, per mezzo di cunicoli in cui la città antica è rimasta nascosta nel sottosuolo.

La cappella “dei Crociati” nella cripta della Chiesa di S. Domenico, scoperta e scavata fino a fermarsi nel punto in cui affreschi sono emersi, ne è la prova.

L’antica “ruota” il passaggio attualmente murato ma riconoscibile nella parte esterna dell’ Cappella della Trinità a base ottagonale dell’Antico Monastero ora Antica Corte delle Ninfee, veniva utilizzato per lasciare orfanelle in cura alle monache, di qui il nome della strada laterale adiacente al San Domenico ed alla attuale struttura, “via Orfane”, l’attuale nome mutato in via Orfani.

Alcuni degli storici reperti dell’antica collezione di famiglia si possono ora ammirare all’interno del giardino botanico della Corte, in cui piante, ormai alberi secolari come la vigna ed il gelsomino di oltre quattrocento anni, fanno da cornice di colori e profumi all’antica vasca delle ninfee.

Dopo anni di abbandono gli eredi della famiglia Marrone e Cipresso hanno attuato ristrutturazione permettendo di salvare la dimora diventata falegnameria nel corso degli ultimi decenni riportando l’abitazione nel suo originale splendore.

Al suo interno sono ora stati ricavati nella parte sottostante, per ora 3 appartamenti disponibili ad uso turistico, indipendenti e godono del privato accesso dal giardino botanico, dotati degli attuali comfort a disposizione di chi desidera passare una vacanza immersa tra storia cultura e mare meraviglioso in una città ricca di misteri e bellezze naturalistiche ed enogastronomiche.

Non distante si può godere delle meraviglie della montagna di Erice la cui vetta domina la città di Trapani e visibile dalla parte superiore del palazzo storico, dove l’antico forno delle monache e poi della servitù, si affaccia sul terrazzo esterno non visibile dal piano terreno.

La volta ottagonale della Cappella della Trinità racchiusa tra le nicchie dei 4 angeli è divenuta parte integrante della caratteristica Suite-appartamento dove gli ospiti della famiglia che desiderano soggiornare, hanno la possibilità di godere di uno degli elementi architettonici definiti dal critico Vittorio Sgarbi tra le meraviglie rinascimentali nascoste della città stessa.

Famiglia di artisti ed amanti di arte e cultura i proprietari hanno deciso di condividere questo luogo accomunato dalla storia di una città e parte del patrimonio di storia Italiano, organizzando mostre ed eventi legati appunto a tutto ciò che è passione per arte e cultura, all’interno della location.

Luna Marrone Stanford tra gli eredi, è a disposizione di chiunque desideri conoscere sotto il profilo artistico, culturale, umano e turistico il luogo e quanta la sua storia ha da offrire agli ospiti in cui storia e leggenda fanno da sfondo alla vita.

La storica pasticceria “La Rinascente” adiacente  alla dimora è con i suoi dolci tra le più caratteristiche e storiche della Sicilia occidentale presente dalla metà del novecento ricalcando il suolo in cui in passato le monache lasciarono spazio a questa antica arte culinaria tipica della Sicilia, oggi gestita dalla famiglia Costadura tra la cui stima reciproca con i Marrone è ricambiata dall’affetto.

  

 

FOTOGEK FenaroliLeggi ▼Chiudi

La passione per il bello e per tutte le forme d’arte, da quella figurativa al teatro, hanno guidato gli studi di Gloria Fenaroli con lauree in Fotografia e DAMS (Lettere e Filosofia indirizzo Teatro).

 

E’ riconosciuta dalla FEP tra i migliori fotografi d’Europa nel ritratto, le sue mostre italiane e internazionali raccolgono unanimi consensi e dal 2013 è patrocinata dall’Associazione delle Eccellenze Italiane che, nel 2014, le ha conferito il riconoscimento per la Ricerca nella Fotografia Contemporanea – è ritenuta, insieme a Renata, l’ideatrice dell’inedito procedimento gestuale sulle fotografie “Fine Art – Tracce di Tempo®” pluripremiato. 

 

Lavora nello studio fotografico di famiglia PHOTOGEK Fenaroli, attualmente si sta dedicando anche ad alcuni progetti che indagano il rapporto tra l’uomo e l’ambiente puntando alla valorizzazione del patrimonio italiano: “Adoro l’Italia per le sue profonde radici culturali – dichiara, infatti – e per quell’ingegno tutto “italiano” fatto di imprenditorialità e innovazione che è alla base di importanti scoperte. ”.

Lo scorso novembre ha ricevuto una menzione d'onore per il suo libro edito nel 2014 "Tracce di Mille Miglia" dal MIFA, Moscow International Foto Awards.

Sito web di riferimento www.fotogek.com

Dal 29 dicembre 2014 la Mostra 'NAUFRAGI' al Museo Regionale di CamarinaLeggi ▼Chiudi

Dal 29 dicembre 2014  all' 1 ottobre 2015 a Camarina (RG)
a cura di Giovanni Di Stefano, con elaborazioni di Gino Baglieri, Giovanni Bellina, Manuela Distefano e Giovanni Modica.
Scheda del sarcofago di Angelica Ferraro, disegni e foto a cura di Gino Baglieri 2014
NY Carlsberg Glyptotek copenaghen - Museo Regionale di Camarina
 

Nella mostra “NAUFRAGI” sono esposti un sarcofago in marmo proveniente dalle collezioni della Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen e vari reperti da due relitti rinvenuti lungo la costa di Camarina, fino
ad oggi conservati nei magazzini del Museo di Camarina. La Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen è uno dei più grandi e importanti Musei d’Europa e del mondo. Il primo nucleo della collezione si deve a Carl Jacobsen (1842-1914), 
industriale della famosa birra e fondatore della Ny Carlsberg. La collezione d’arte appartenuta al magnate della birra Carl Jacobsen fu poi donata allo stato danese.
L’edificio che ospita la parte centrale del Museo di Copenaghen, con una serra con cupola di vetro, è opera dell’architetto danese Vilhelm Dahlerup.
Le collezioni archeologiche della Glyptotek sono relative all’arte greca, romana, all’Egitto, al Mediterraneo antico e alla Magna Grecia, con grandi capolavori.
Ma anche i dipartimenti di arte conservano opere eccezionali soprattutto dell’impressionismo francese (Renoir, Van Gogh, Cézanne).
 
Con l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e l'Alto Patrocinio del Presidente della Camera Laura Boldrini. 
 
 
Negli allegati tutti i dettagli.
 
 
 
 
 
 
 
 

Mostra 'NAUFRAGI' al Museo Regionale di CamarinaLeggi ▼Chiudi

Dal 29 dicembre 2014  all' 1 ottobre 2015 a Camarina (RG)
a cura di Giovanni Di Stefano, con elaborazioni di Gino Baglieri, Giovanni Bellina, Manuela Distefano e Giovanni Modica.
Scheda del sarcofago di Angelica Ferraro, disegni e foto a cura di Gino Baglieri 2014
NY Carlsberg Glyptotek copenaghen - Museo Regionale di Camarina
 
Nella mostra “NAUFRAGI” sono esposti un sarcofago in marmo proveniente dalle collezioni della Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen e vari reperti da due relitti rinvenuti lungo la costa di Camarina, fino
ad oggi conservati nei magazzini del Museo di Camarina. La Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen è uno dei più grandi e importanti Musei d’Europa e del mondo. Il primo nucleo della collezione si deve a Carl Jacobsen (1842-1914), industriale della famosa birra e fondatore della Ny Carlsberg. La collezione d’arte appartenuta al magnate della birra Carl Jacobsen fu poi donata allo stato danese.
L’edificio che ospita la parte centrale del Museo di Copenaghen, con una serra con cupola di vetro, è opera dell’architetto danese Vilhelm Dahlerup.
Le collezioni archeologiche della Glyptotek sono relative all’arte greca, romana, all’Egitto, al Mediterraneo antico e alla Magna Grecia, con grandi capolavori.
Ma anche i dipartimenti di arte conservano opere eccezionali soprattutto dell’impressionismo francese (Renoir, Van Gogh, Cézanne).
 
Negli allegati tutti i dettagli.
 
 
 
 
 
 
 

Pastificio AndarinosLeggi ▼Chiudi

“L’intento dell’azienda, nata nel dicembre 2004 è quello di portare a conoscenza degli amanti del buon mangiare, la pasta tipica di Usini. Gli Andarinos, da cui prende il nome il nostro pastificio, è una pasta fatta esclusivamente a mano, la si ottiene impastando semola di grano duro, acqua e sale.
Una volta impastata si formano dei tocchetti di pasta che con la pressione del pollice vengono assottigliati e allungati, infine premuti su di una superficie rigata, con rapidi e calibrati movimenti del polpastrello, si realizza una sorta di “fusillo” a forma elicoidale. Ad‘essa abbiamo affiancato una politica agroalimentare del buon gusto, come paste tipiche sarde, tutte lavorate a mano:
Culurgiones, Ciccioneddos, Tazzolas, Filindeu,Succu,lorighitas,ecc.. La lavorazione artigianale
delle nostre paste, incontra alcune volte l'utilizzo di macchinari, che facilitano la lavorazione, ma
non depauperano la tradizione e l’impegno nella ricerca della qualità. Il rispetto rigoroso delle
ricette tradizionali tramandate da generazioni, la preparazione delle nostre maestranze, consentono
al nostro pastificio di proporsi come partner di assoluta fiducia. I nostri prodotti rappresentano il meglio dell'antica tradizione sarda. Il pastificio propone oggi un prodotto di qualità ben ancorato alle radici sarde, un prodotto acquistabile presso il nostro laboratorio-negozio. Da sottolineare la cura nella conduzione dell'azienda nel rispetto delle tradizioni e della genuinità delle materie prime
utilizzate senza aggiunta di coloranti o conservanti. Storie d'altri tempi: forti tradizioni della cucina sarda, delle donne che facevano la pasta in casa, e di sapori antichi. Il nostro traguardo va dalla parte opposta di quanti cercano nella commercializzazione e nel profitto il punto d’arrivo. Una
strada difficile per certi versi quasi incosciente, proporsi in un periodo di crisi economica, per credere nel mercato della vera qualità. In questa strada, per certi versi tortuosa, mi è stato d’aiuto avere delle persone per me speciali come la mia famiglia, che assieme a me ha portato avanti questo
progetto con immensi sacrifici e con la convinzione che forse non c’eravamo sbagliati.
A confermarlo sono state alcune testate giornalistiche come: La stampa (inserto specchio articolo della slow food di Raffaella Ponzio e Carlo Petrini), Nova terra (mensile regionale), I viaggi del sole ( il
sole 24 ore), Il Gambero rosso, Il Golosario di Paolo Massobrio (guida enogastronomica) dove il nostro pastificio è stato incluso come sezione migliori luoghi del gusto d’Italia”.
Inoltre su trasmissioni televise quali: Rai1, ( Terra e Sapori) Videolina, (Le Feste)
Sardegna1,Antenna 1 ecc. Con l’occasione vi invito a verificare di persona quanto sopra citato un caloroso saluto, Rosella
Pais.
Sito web:www.pastificioandarinos.it (in allestimento)
e-mail: pastificiopais@tiscali.it.
Tel: 3491333733 – 079/382023 - 3383043133

Pasticceria CristianoLeggi ▼Chiudi

Raffaele Cristiano nasce a Napoli nel 1984 e con una continua crescita e ricerca della perfezione riesce sin da piccolo ad appassionarsi al mondo Dolciario.

Vola in America, nel 2010 a New Jersey e nel 2011 a San Francisco per esportare i nostri prodotti “Made in Naples”.

Oggi propone alla sua clientela il rispetto delle materie prime e della continua ricerca della qualità, mettendoci sempre il suo “Cuore Artigiano”.

WWW.PASTICCERIACRISTIANO.IT

Tipografia Facciotti dal XVI secoloLeggi ▼Chiudi

La storia della stampa italiana è legata a doppio filo con quella dei tipografi, categoria che ha giocato un ruolo fondamentale nella nascita e affermazione della moderna editoria. La figura del tipografo era infatti sovrapposta a quella dell’intellettuale, essendo opera di questi la realizzazione e la diffusione dei primi volumi stampati. Tipografia Facciotti, azienda che ancora oggi opera nel campo della riproduzione (stampa offset digitale), inizia la sua attività nel XVI secolo. La sua storia, ricostruita da Fulvio Facciotti anche grazie a importanti contributi bibliografici di studiosi del settore (Massimo Ceresa. “Una stamperia a Roma del primo Seicento: annali tipografici di Guglielmo Facciotti ed eredi”, Bulzoni Editore, 2000), si evolve di pari passo all’evoluzione delle tecnologie di stampa.

Guglielmo Facciotti inizia la sua attività tipografica a Roma nel 1592,  affiancato dal nipote Giacomo. In pochi anni l’impulso alla produzione porterà ad un catalogo di circa 500 titoli, qualficando i due precursori come stampatori di fiducia di famiglie come gli Aldobrandini e i Barberini. La capacità professionale si affina al punto che i  Facciotti sono in grado in questo periodo di realizzare la carta con la filigrana della loro marca tipografica.

Essa raffigura La Speranza, seduta, con la testa di profilo,  che tiene con la mano destra un’ancora snodata e recita: “In te domine sperava non confundar in Aeternum”.

(In“Le marche dei tipografi e degli editori italiani del secolo XVI”. Di Merenziana Vaccaro, edito da Leo Olschki di Firenze)

Guglielmo muore nel 1632. All’attività si unisce anche un altro fratello di Giacomo, Pietrantonio. Giacomo continuerà a stampare a Tivoli dal 1638 al 1642.

Il periodo successivo all’Unità Nazionale vede i Fratelli Facciotti- Giacomo, Giovanni e Domenico-  impegnati nella sede di via delle botteghe oscure. E’ qui, che accanto agli stampati di qualità eccezionale, prodotti in scala sempre più alta grazie all’avanzamento delle tecniche, la tipografia si specializza nella produzione di timbri incisi su metallo. Successivamente, questo metodo verrà sostituito dalla fabbricazione in gomma (una leggenda tramandata in famiglia vuole che il rivoluzionario procedimento fosse stato rivelato a Giacomo da un’ avvenente signora francese nel corso di una loro liason amorosa): ciò consentì velocizzazione e riduzione dei costi, in funzione della domanda sempre crescente. Il trasferimento della Capitale (e di tutto il suo apparato burocratico) a  Roma, infatti, aumentò in modo esponenziale la richiesta di quel prodotto, che venne commissionato alla tipografia in quantità sempre più elevate.

Dopo alcuni anni di stop delle attività, dovuti a divergenze caratteriali di alcuni degli eredi, all’interno della famiglia Facciotti si riaccende il “fuoco sacro” della stampa e inizia il cammino della ricostruzione. Nel 1948 l’azienda apre una filiale a via di S.Eligio. L’attività continua fino ai nostri giorni.

 

Tipografia Facciotti srl

Rome, Italy

Vicolo Pian Due Torri, 42- 00146 ROMA

Tel +39 0655260900

Email: info@tipografiafacciotti.com beatrice@tipografiafacciotti.com

www.tipografiafacciotti.com

 

 

 

 

MASSIMO PENNACCHINI - Il Pittore del TangoLeggi ▼Chiudi

Massimo Pennacchini è un artista che ha avuto l’onestà di intraprendere quel difficile cammino che conduce alla pittura figurativa contemporanea, ambito in cui è possibile soppesare e valutare, nel bene e nel male, i criteri di competenza e abilità artistica . Nel 1998 è selezionato dalla DINERS CLUB ITALIA per illustrare il calendario aziendale; nello stesso anno è chiamato a rappresentare l ‘Italia nella città di Offenbach (D) nella mostra internazionale “Galerie in turm “. La vera e propria consacrazione nel mondo dell’arte contemporanea è riconosciuta dal programma “Alitalia per l’Arte” che propone  in tutto il mondo artisti selezionati a testimoniare la cultura italiana negli aeroporti internazionali italiani ed esteri.

   Nel  2002  presso l’aeroporto Malpensa di Milano, e nel 2003 presso il Leonardo daVinci di Roma e l ‘aeroporto Marco Polo di Venezia.

   Nel 2005 le sue opere vengono installate presso  le sale VIP del J.F. KennedyAirportdi New York.

Pubblica la sua prima monografia , voluta e curata dal prof. Massimo Duranti , un volume , dove in collaborazione con altri critici viene illustrato il percorso artistico dell ‘ultimo decennio . Nel 2006 viene selezionato dall ‘Associazione Italiana per la Cultura, promotrice di talenti meritevoli di un palcoscenico internazionale e partecipa a numerose iniziative , quali SMERALDARTE e PAF , con testi corredati dalla collaborazione del prof. Angelo Calabrese.

   Il tema del “tango”, così ricco di stimoli creativi e con un vissuto di una tale forza, ha segnato senza dubbio gran parte della sua produzione e ha fatto sì da essere soprannominato” Il pittore del tango”. Integrazione razziale ,comunicazione, passione ,sensualità sono pedine importanti del suo percorso artistico. Dopo l’incontro con il più grande ballerino di tango argentino  al mondo, Miguel Angel Zotto , nasce un sodalizio che lo vede esporre nei maggiori teatri del mondo proprio in collaborazione con il grande artista , quindi  nel 2008 si esibisce rispettivamente al City Center di  New York , al Peacock Theatre di Londra e  il Teatro Astalia di Buenos Aires.  Numerose opere vengono  installate permanentemente presso l’ open Space di M.A.Z . in Buenos Aires. Nel frattempo partecipa a numerose fiere d’arte sia in Italia che all ‘estero.

  Nel 2009 , galleria La Meridiana di Pietrasanta.  Dal 2010 al 2013Kostanz(D) lago di Costanza ospita Pennacchini in una esposizione dedicata ad una esigua schiera di artisti italiani contemporanei, le opere vengono installate presso la Burgersaal nell’ evento “Italianische Gegenwartskunst “.

Nel 2010 presso Palazzo Valentini, sede della provincia di Roma, una personale sul Tango argentino con un testo del prof. Paolo Levi  che illustra l’abilità pittorica dell ‘artista nel descrivere le debolezze e le virtù umane nella metafora del tango. E ‘ inserito nel Catalogo d ‘Arte Moderna della Mondadori  nei primi 32 artisti italiani che si sono distinti nell ‘anno per la loro attività artistica. Nel maggio 2011 vola a Hangzhou (Cina) per rappresentare l’Italia con il progetto “Seguendo il cammino di Marco Polo “, due opere sono esposte permanentemente presso il Museo Arte Contemporanea di Hangzhou . Nel novembre 2011 aVenezia presso la Fondazione Bevilacqua La Masa e aprile 2012 Hangzhou (Cina)  ospitano opere selezionate in altrettante mostre .Nel 2012 è invitato dal prof. Angelo Calabrese a esporre presso il Museo della Rocca di Umbertide, il catalogo raffigura in copertina l’opera dell’‘artista dedicata al “ Ratto d’Europa “.

  Numerose sono le recensioni che lo riguardano, fra tutte, citiamo” FIRMA”, “CHARM”, ”ARTE”, “Art&trA” “EVENTI CULTURALI” “ EFFETTO  ARTE “  “ ARTE IN “e riviste di stampo internazionale. Le opere di Pennacchini sono presenti in numerose collezioni private e pubbliche, in Italia come  in Germania, Francia, Inghilterra, Svizzera, Stati Uniti d’America, Sud Africa, Brasile, Argentina e Russia.

 

IdroBiroLeggi ▼Chiudi

Brevetto relativo ad una biro/matita funzionanti con acqua  /  IdroBiro

 

  Trattasi di una biro che funziona con dell’acqua, utile per inumidire la colla delle buste, dei francobolli, delle figurine. Ricaricabile. Per fare il pieno il rubinetto.

  Per quanto riguarda in particolar modo l’applicazione delle figurine, ipotizzo che se detta biro venisse distribuita allegata agli album, consentirebbe un risparmio di carta del 50%, perché permette di evitare l’uso della carta autoadesiva, che come noto, implica un lembo da cestinare al momento dell’uso.

Miliardi sono le figurine vendute ai bambini nel mondo ogni anno, e notevole sarebbe il positivo impatto educativo sulle future generazioni, in un mondo che sta già facendo i conti  con l’esaurimento delle risorse e con l’abbruttimento dovuto alla cultura dell’usa e getta.

IdroBiro funzionante con acqua e ricaricabile, utile per inumidire la colla delle buste, dei francobolli e delle figurine se sprovviste di carta autoadesiva.

L’acqua esce toccando con una leggera pressione la carta da inumidire. Allontanando la biro dalla carta, il flusso d’acqua si interrompe immediatamente. La quantità d’acqua da distribuire sulla colla è regolabile e controllabile dalla stessa pressione della mano. Per la sua realizzazione bastano tuttalpiùdue corpi da far scorrere uno dentro l’altro, 2/ 3guarnizioni di gomma ed un paio di molle.

 

Perché ?

Perché nei  paesi più industrializzati –NON IN TUTTO IL MONDO PERO’ –  si fa uso occasionalmentedi carta autoadesiva per i francobolli e di buste con strip.

Tutto questo è molto pratico ma certamente più costoso e con tanto spreco. LA NATURA  del  NOSTRO PIANETA PRIMA  o POI  ci OBBLIGHERA’ allo  SPRECO  ed  all’IMPATTO  AMBIENTALE  ZERO e  a dover  dimenticare  tanto  PRATICO / SCIUPIO.

 

Invece per quanto riguarda le figurine dei bambini,  attualmente  la  carta autoadesiva ha avuto la meglio, incrementando anche in questo caso lo spreco:

infatti quando i nostri bimbi applicano sul loro album una FIGURINA con carta autoadesiva, un 50 % di carta viene applicata all’album, ed un 50% viene cestinata.

In questo specifico caso il danno economico ed ambientale è evidente, MA, a mio avviso,  è   irrilevante  rispetto  al  vero  danno: IL  VERO  DANNO  è  QUELLO  CULTURALE  ! ! ! che i bimbi acquisiscono sin dalla prima infanzia,  crescendo con la percezione che sia del tutto normale e per nulla dannoso sciupare/gettare inutilmente carta.

Le Potenzialità sono quelle di poter eliminare quasi totalmente l’uso di stickdi colla  per chiudere una busta al bisogno o per attaccare un francobollo  ed  inoltre  permettere - in tanti casi- di evitare l’uso di carte autoadesive risparmiando un 50% di carta.

Una volta –tanto tempo fa –  le buste venivano chiuse con la saliva: poi si è scoperto che la colla da deglutire  NON  è buona come i tortellini. A questo punto si è consolidata l’abitudine di fare uso degli stickdi colla da far scorrere  sulla  colla  già  esistente.  Una  vera  contraddizione.  Uno  spreco ed  un  costo evitabile. La stessa cosa avviene per applicare un francobollo o per applicare una figurina.

Lettera di Serena Cacciola al Presidente NapolitanoLeggi ▼Chiudi

Lettera di Serena Cacciola, studentessa di Linguaglossa (CT), inviata al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il quale la ha letta durante messaggio di fine anno 2013.

 

 

 

 

 

 

 

ALTAIR 4 MULTIMEDIALeggi ▼Chiudi

 

ALTAIR 4 Multimedia nasce dall’omonimo gruppo artistico fondato nel 1986. Alessandro FurlanPietro Galifi e Stefano Moretti, fondatori di ALTAIR4, hanno concepito lo studio come una vera propria bottega d’arte dove coesistono e operano, in un dialogo continuo tra loro, diverse discipline tecnologico artistiche.

Il nucleo creativo di ALTAIR 4, proveniente da diverse esperienze nell’ambito delle arti applicate della computer grafica e della regia televisiva, ha trovato nello strumento multimediale un modo nuovo e più organico di comunicare, dove la fusione di diverse discipline e metodologie porta all’elaborazione di nuovi linguaggi di “Sintesi”.

L’amore per l’arte è stato determinante nella scelta degli argomenti trattati che, senza disdegnare parentesi nel mondo dell’animazione e della televisione, contengono prevalentemente tematiche inerenti la divulgazione e valorizzazione del patrimonio artistico culturale, ed in questo ambito è da segnalare l’ampia produzione di ricostruzioni archeologiche tridimensionali realizzate dall’atelier per musei, produzioni televisive e Web, HD-VIDEO ed APP Interattive per piattaforme  iOS, Android e WIN8.

Il continuo dialogo tra passato e presente caratterizza tutta la produzione di ALTAIR 4 e la distingue per un nuovo, più dinamico e complesso modo di creare prodotti legati all’utilizzo del computer, integrando la tecnologia con i contenuti artistici e culturali.

 

COM'ERA/COM'E'

 

1) Il Teatro Grande: com'era/com'è

2) Il Tempio di Apollo: com'era/com'è + 3D

3) Il Foro: com'era/com'è ed eruzione

4) Il Tempio di Giove: com'era/com'è

 

www.altair4.com

La voce di New York - 11 Dicembre 2013Leggi ▼Chiudi

 

                                    Antonio Pio Saracino

 

Ora New York può stare tranquilla: due guardiani giganti creati da mano italiana veglieranno sulla City giorno e notte negli anni e nei secoli a venire.

E’ stata infatti inaugurata martedì sera a Bryant Park l’installazione permanente The Guardians: Hero and Superhero, composta da due statue posizionate alle estremità nord e sud della piazzetta al 1095 di Avenue of Americas, tra la 41esima e la 42esima strada.

Le due sculture, di circa quattro metri di altezza, sono state realizzate dal celebre

 

                                                  Hero

 

architetto e designer italiano Antonio Pio Saracino, che racconta: “All’inizio del 2013 mi sono state offerte due opportunità incredibili: ideare un simbolo dell’Italia a New York in occasione dell’Anno della Cultura Italiana negli Stati Uniti, e realizzare un progetto di arte pubblica nel cuore di Manhattan, a Bryant Park.” Elaborando queste due richieste, Saracino ha risposto con l’installazione dei due Guardiani Hero e Superhero: il primo, dono dell’Italia agli Stati Uniti da parte della Farnesina, dell’Ambasciata d’Italia a Washington DC e del Consolato Generale d’Italia a New York, con il supporto di Eni; mentre il secondo è stato commissionato dall’Equity Office.

“La mia intenzione era quella di creare due guardiani simbolici che celebrano il superuomo e l’ispirazione che esso sa infondere” dice Saracino, che spiega il suo tentativo di combinare le composizioni architettoniche create in forma digitale con un messaggio di resistenza e innovazione potente e senza tempo. Così l’Eroe è un’imponente reinterpretazione in marmo del David di Michelangelo, guardiano della città di Firenze, mentre il Supereroe è un altrettanto imponente icona del presente in acciaio inossidabile lucidato a specchio. Entrambe le statue sono state realizzate a New York, e i materiali, seppur differenti, sono stati assemblati in modo tale da creare diversi strati, che tracciano il movimento del corpo e la sua apertura a ciò che lo circonda. Così Hero e Superhero svettano verso il cielo grazie a un complesso sistema di piani sovrapposti, uniformandosi al contesto circostante e all’architettura dei grattacieli.

 

                                                    Superhero

 

“Le due sculture antropomorfe che ho creato sono concepite come due costruzioni architettoniche stratificate, che rappresentano l’abilità universale dell’umanità di affermare la propria presenza nel mondo grazie alla capacità di erigere costruzioni imperiture” dice Saracino, secondo il quale tutto avrebbe inizio dalla struttura, dalla sua natura e dalla sua abilità di proiettarsi nelle civiltà: dalle prime torri di pietra ai moderni grattacieli in acciaio. “La struttura architettonica è una traccia vitale che lasciamo nel mondo, - dice Saracino – niente potrebbe lasciare un segno tanto indelebile per celebrare l’Eroe e il Supereroe come custodi della nostra città”.

Il curatore Helen Varola afferma: “La sorveglianza dei guardiani evoca una vulnerabilità che valica i secoli, la politica e la cultura, congiungendo il passato al presente, per irradiare una sacra conversazione con l’isola di Manhattan.”

“Il David: un così grande simbolo del patrimonio culturale italiano, è ora anche Guardiano dell’amicizia tra i nostri due paesi. L’Anno della Cultura Italiana negli Stati Uniti non poteva lasciare una migliore eredità.” Afferma l’Ambasciatore d’Italia a Washington Claudio Bisogniero; mentre Adam Goldenberg, Market Managing Director di Equity Office, sottolinea come i Guardiani di Antonio Pio Saracino resteranno per sempre e per tutti un simbolo di amicizia internazionale nel cuore di Manhattan.

Benvenuti allora ai Guardiani italiani di Bryant Park, che all’italiana sono stati accolti: brindando col Berlucchi accompagnato dai tortelli Rana e prodotti made in Italy.

 

Di Beatrice Biondi

 

Segnalazione di: Lorenzo Amato, Redazione Eccellenze Italiane

STUDIO RUFUS CAVALLI & POLILeggi ▼Chiudi

 

  

 

STUDIO RUFUS    CAVALLI & POLI

 

Cos'è una cornice?

Se pensiamo al motivo per cui un essere umano, in un giorno chissà quanto lontano nella storia, l'ha inventata, possiamo credere che sia nata per racchiudere qualcosa di bello o di importante, in maniera da renderlo ancora più prezioso forse. Anzi, non c'è dubbio che sia così: possiamo scommettere che la prima cornice della storia sia nata per "incorniciare" qualcosa, da qui la scelta del nome probabilmente.

                           

Ecco che assistiamo per secoli allo sviluppo di tecniche sempre più ricercate e alla nascita di materiali diversi dalla semplice essenza di legno, che resta la base di lavoro per un'ottima cornice.

Possiamo dire che un oggetto nato per racchiudere in sé delle opere d'arte, impreziosendole e dando loro uno spazio definito in cui esprimersi al meglio, alla fine sia stato esso stesso la scintilla per la nascita di una nuova arte, che nel tempo ha preso infinite strade, sulle basi dei più differenti gusti, ha seguito le varie correnti, si è adattata, come tutte le altre forme d'arte, al periodo storico in cui veniva creata di volta in volta.

Come accade per la maggior parte delle forme d'arte, grazie alla tecnologia e a una grandissima varietà di strumenti accessibili ai più, oggi sta avvenendo una cosa strana: siamo tutti fotografi, pittori, falegnami, scultori... molti di noi addirittura fanno mostre o usano queste passioni come secondo lavoro. Tanto di cappello per chi ha hobbies così creativi e sani! Ma di hobbies e non di arte stiamo parlando, appunto.

Non è difficile imbattersi in incorniciatori fai da te, dal momento che oggi è possibile costruirsi una buona cornice: basta avere alcuni attrezzi specifici, un minimo di idea (... e c'è sempre l'amico Google per trovare qualche tutorial) un luogo idoneo e il tempo necessario. Ciò che fa la differenza, alla fine, è avere o non avere la cultura della cornice, il gusto che ne deriva, il sapere, la manualità e, spesso, qualche strumento esclusivo, come una matrice per ornati del 1870 (vedi foto a fianco).matrice

La cornice in vendita in un grande magazzino già non conosce la parola "esclusiva", e si pensa che questo aggettivo rimandi a costi proibitivi. Non è così! C'è sempre la cornice esclusiva a un prezzo onesto e accessibile, anche se è fatta a mano e in maniera sartoriale. Il costo dipende semplicemente da una serie di fattori, non ultimi tempo e materie prime.

Concludendo, amo usare un'immagine per spiegare meglio cosa intendo per "cornice d'autore": provate ad appendere al muro una cornice vuota, una qualsiasi cornice che avete a portata di mano, osservatela e chiedetevi che sensazione vi dà. Se vi state dicendo "ha un suo perché anche vuota", allora siete davanti a una cornice di tutto rispetto.

Benvenuti nel nostro Studio,

Piero Pea

 

Collezione CAVALLI & POLI

Colofonia, carbonato di calcio, acqua, olio di lino cotto, olio di lino crudo, miele, colla in perla sono gli ingredienti essenziali per la creazione della pastiglia e si possono reperire in qualsiasi buon colorificio.

Ciò che non si può comprare è la dosatura, che Cavalli & Poli ha migliorato negli ultimi cento anni in modo che questo impasto sia pronto a ricevere l’imprinting dell’ornato, realizzato ogni volta con matrici d’epoca totalmente originali.

Cavalli & Poli è la linea che costruisce cornici dal gusto contemporaneo, su idee del laboratorio creativo interno, basandosi sulla tradizione del più alto hand-made italiano.

 

Collezione STUDIO RUFUS

Le venature sottili, le marezzature, i movimenti imprevisti fanno del ciliegio il materiale più raffinato per costruire cornici in essenza.
La lucidatura a spirito esalta in modo eclatante queste caratteristiche e si trasforma in eccellenza quando il ciliegio scelto è quello di Slavonia.
Una linea elegante, per incorniciare opere speciali, sempre in maniera sartoriale.

 

Collezione NUMERO 1

La nostra naturale curiosità verso tempi e tendenze che cambiano ci ha portati a una continua ricerca, mirata all'evoluzione del gusto.

Questa linea è l'anello di congiunzione tra la filosofia cromatica di Studio Rufus e gli ornati storici di Cavalli & Poli, che vengono interpretate insieme dando vita a nuove creazioni eclettiche.

 

      

PER INFORMAZIONI:

Studio Rufus Cavalli & Poli Frames S.r.l.

Via Primo Maggio, 11 - 25013 Carpenedolo (BS) | Italy 
tel.+39.030.969165 - 9965841 
fax.+39.030.9984210 

http://www.cavalliepoli.it
email: info@cavalliepoli.it

AZIENDA AGRICOLA VALLECAMONICALeggi ▼Chiudi

 

Fin dai tempi dell’età romana si è sviluppata in Valle Camonica una forte tradizione vitivinicola.

E’ nel cuore di essa che nel 2004 Alex Belingheri fondò l’Azienda Agricola Vallecamonica, spinto dalla passione per la viticoltura. L’azienda ha vigneti in Cividate Camuno (250 m.s.l.m.) zona delle Colture, Berzo Inferiore (400 m.s.l.m.) zona Belvedere, dai quali nasce il “Ciass Negher”, un vitigno a bacca rossa che secondo alcuni risalirebbe da un antico ceppo sopravvissuto di epoca romana; dal “Ciass Negher”, nome derivante dal dialetto bornese che significa “Mi piace il vino nero” nascono due tipologie di vini diversi: il “Ciass Negher Valcamonica IGT” e il “Ciass Negher vino da tavola”. Il terzo vigneto invece è situato in uno dei luoghi più suggestivi di tutta la Valle Camonica: l’Annunciata di Piancogno, località situata ad 800 m.s.l.m. dalla quale si può ammirare un panorama che spazia dalla media Valle Camonica fino al Lago d’Iseo; il vigneto dell’Annunciata è confinante con l’antico convento dei frati francescani storicamente molto importante per i tesori artistici in esso custoditi tra cui il ciclo pittorico eseguito da Giovan Pietro all’interno della chiesa. All’Annunciata nascono il “Bianco dell’Annunciata IGT” e il “Passito dell’Annunciata IGT”, il primo passito della Valle Camonica. La superficie vitata dell'azienda è di circa 4 ettari con una densità di 5 mila piante per ettaro; tutti i vini dell’Azienda sono targati IGT eccezion fatta per il “Ciass Negher vino da tavola”. Attualmente la sede dell’Azienda è situata ad Artogne dove si trova anche la moderna cantina presso la quale ogni anno vengono prodotte 15 mila bottiglie di vino. La filosofia dell’azienda dà molta importanza alle tradizioni vitivinicole della Valle Camonica ma è strettamente legata anche alla modernità come dimostrato dall’uso di presse pneumatiche e botti d’acciaio, inoltre selezionando le uve dei propri vigneti l’Azienda Agricola Vallecamonica sta già cercando di ottenere nuovi vini per il futuro.

 

Il Consorzio Vini IGT Valcamonica tutela la produzione vitivinicola operando principalmente in tre macro aree:

 

Ø       da Sellero a Breno comprendendo i comuni del territorio inserito nei conoidi della Concarena (Capo di Ponte, Ono San Pietro, Cerveno, Losine) e le superfici vitate dei comuni di Ceto, Niardo e Braone; per un totale di Ha 59.41

Ø       la zona della Val Grigna con le superfici vitate nei comuni di Bienno, Berzo Inferiore, Esine, Cividate Camuno, Malegno; per un totale di Ha 56.00

Ø       i caratteristici terrazzamenti della zona del Lanzato nei comuni di Piancogno e di Darfo Boario Terme (Gorzone, Erbanno, Angone), nei comuni di Angolo Terme, Gianico ed Artogne; per un totale di Ha 26.80

 

Grazie alla volontà dei viticoltori della Valle, all’importantissimo sostegno della Comunità Montana di Vallecamonica e della Provincia di Brescia e al fondamentale coordinamento del Centro Vitivinicolo Provinciale, si è assistito in pochi anni, ad un effettivo recupero della viticoltura in Vallecamonica. Basti pensare che solo nel 1998 il vino prodotto veniva sostanzialmente destinato all’autoconsumo, nel 2007 sono sette le cantine che producono vino in bottiglia destinato alla commercializzazione, ed una di queste cantine è una cooperativa vitivinicola con 22 soci produttori.

L'estirpo dei vigneti si è completamente arrestato ed anzi sono sempre più i casi di viticoltori camuni che acquistano diritti di reimpianto generati all’esterno dalla Vallecamonica.

Numerosi terrazzamenti sono stati recuperati attraverso la ricostruzione dei muretti a secco di sostegno, strade agricole ormai abbandonate sono ritornate ad essere transitate dai trattori. Il risultato è, oltre agli indubbi benefici nella prevenzione di dissesti idrogeologici, un lento cambiamento del paesaggio della media e bassa Valcamonica col recupero dei valori autentici del vino: lavoro, territorio, originalità, biodiversità e tradizione, di cui i vigneti di montagna sono una delle più alte e nobili espressioni, diventando straordinari monumenti al lavoro dell’uomo.

Con decreto del 2 ottobre 2003 (GU n. 239 del 14.10.2003) è stata riconosciuta l’Indicazione Geografica Tipica dei vini di Vallecamonica con approvazione del relativo disciplinare di produzione.

Nel dicembre 2004 veniva costituito, presso lo studio notarile Serioli in Breno (rep. 5511 racc.493) il Consorzio Volontario per la tutela del vino ad Indicazione Geografica Tipica della Vallecamonica.

Il Consorzio è un’associazione interprofessionale di categoria senza scopo di lucro, per la tutela, valorizzazione e cura generale degli interessi relativi alle denominazioni di origine dei relativi vini, costituito a norma del D.M. 4 giugno 1997 n. 456.

Il Consorzio ha sede in Brescia, viale Bornata 110, presso l’Ente Vini Bresciani.

 

Nel mercato mondiale del vino, così aggressivo, invaso da paesi stranieri ove le regole spesso sono aleatorie e quindi la produzione ingiustamente avvantaggiata e competitiva, non può esservi altro posto che quello riservato alla qualità, alla tradizione, alla tipicità, alla salvaguardia della viticoltura nel rispetto profondo dell’ambiente e del paesaggio.

 

    

 

AZIENDA AGRICOLA VALLECAMONICA

Artogne - Brescia - Italy

Via XXV Aprile, 11 - CAP 25040

Tel. 1: +39.335.5828410 - Tel. 2: +39.0364.599088

Fax: +39.0364.591180

E-mail: alex@vinivallecamonica.com

MARIO ACERBONILeggi ▼Chiudi

 

MARIO ACERBONI

Dal 1965 Mario Acerboni scrive nel mondo la storia dell’album fotografico

 

Mario Acerboni ha iniziato la sua attività nel 1965, animato da una grande passione e determinato a costruire album unici al mondo, atti a coronare le cerimonie più importanti. Questo era ed è il suo obiettivo, a cui non è mai venuto meno. Impegno e dedizione ripagata con un «premio alla carriera» consegnatogli nel 2007 dall’Associazione inglese MPA / PPI.

Gli album Mario Acerboni rappresentano nel mondo la massima espressione per preservare i ricordi più cari e tramandarli, perfettamente conservati, alle generazioni future. Perché un album Mario Acerboni è per sempre: oltre le mode e oltre il tempo, un prodotto artistico che non invecchia mai, come i ricordi che custodisce. Un album Acerboni è il frutto di decenni di esperienza e di amorevoli lavorazioni; racchiude in sé la dedizione e la passione per un prodotto unico e raffinato.

Non è un caso se gli album Mario Acerboni sono apprezzati in tutto il mondo anche da personaggi di spicco, tra cui le famiglie reali europee, il G8, il Vaticano, la CEE, la famiglia Thatcher, prestigiose case automobilistiche come la Rolls Royce e la Bentley e soprattutto...

scelto dai migliori professionisti di settore.

 

 

LA STORIA NEGLI ANNI

Dopo una valida preparazione artigianale presso un laboratorio di oggettistica, nel 1965 Mario Acerboni avviò una propria cartotecnica artigianale, specializzandosi via via nella fabbricazione di album fotografici.

Nel giro di qualche anno la giovane azienda compì progressi significativi, sia nel volume complessivo degli affari, sia nella specializzazione e qualificazione della produzione.

 

Acerboni è oggi una moderna azienda di carattere artigianale, ma industrialmente organizzata nella fabbricazione di album fotografici di pregio, rifiniti da numerose lavorazioni manuali, che ne garantiscono la cura per i particolari.

Negli anni ha esteso la propria qualificata presenza da un mercato prettamente nazionale, a una realtà mondiale, creando sicuri sbocchi di mercato in paesi come: Canada, Stati Uniti, Romania, Germania, Giappone, Inghilterra, Irlanda, Portogallo, Russia, Spagna, Svizzera, Belgio, Messico.

 

 

L’INNOVAZIONE CONTINUA

Fin dagli anni ‘60 Mario Acerboni ha fatto tendenza con un’innovativa rilegatura dell’album, chiamata «classica» che sostituiva rilegature meno eleganti. La rilegatura Classica, negli anni successivi verrà ripresa da tutti i produttori di album ma Acerboni ha saputo sempre attualizzarla e personalizzarla.

Nel 1981 ha brevettato brevettato un sistema tecnologicamente perfetto denominato «Deidrim» creato per incorniciare ogni fotografia in modo pratico ed elegante. Ancor oggi, a distanza di più di vent’anni, un elemento di distinzione in tutto il mondo.

In epoca più recente l’azienda con l’avvento del digitale ha ideato il sistema «My Way» che permette un montaggio veloce dell’album, ma che al tempo stesso rende possibile al cliente la personalizzazione dello stesso.

Oggi per agevolare e soddisfare le ultime esigenze che il digitale imponeva ha brevettato il sistema «Digital A.M.A.»... una vera rivoluzione! Rilegatura sicura, veloce ed elegante per l’album digitale che si cordona da solo.

 

LO STUDIO DEI MATERIALI

Le nostre collezioni nascono dalla ricerca di materiali esclusivi – di primissima qualità – lavorati sapientemente da artigiani italiani, gli stessi che forniscono la materia prima ai calzaturifici ed agli stilisti universalmente noti ed apprezzati per lo stile inconfondibile del «Made in Italy».

Cuoio, metacrilato, microfibre, seta, eco pelle, sono alcuni dei materiali e pirografie, incisioni, dipinti alcune delle tecniche usate da Acerboni per proporre prodotti di classe e originali.

Ogni anno si effettua un’attenta analisi di mercato, ponderando le varie richieste e cercando nel campo della moda le nuove tendenze. I materiali possono essere di qualsiasi tipo, purchè di qualità e di di raffinata eleganza. Ai nostri fornitori richiediamo professionalità, sicurezza sia nelle consegne che nella produzione di un articolo con costanza negli anni e sempre con esclusività, per poter sempre dare prodotti unici e garantiti.

Ogni materiale esaminato viene testato e approvato da tecnici professionisti prima di essere sottoposto alla scelta finale.

Possiamo così garantire qualitativamente ogni materiale e ogni lavorazione, eseguita e curata interamente al nostro interno.

 

LA RICERCA ARTISTICA

Volontà dell’azienda è che certe produzioni non siano considerate «solo» album fotografici, ma vere e proprie opere d’arte da possedere con cura e da esibire con orgoglio.

Proprio in virtù di questo nel corso degli anni sono nate felici collaborazioni con artisti italiani di alto livello, che con la loro maestria hanno impreziosito le produzioni Acerboni. Ogni artista ha riportato il suo taglio ed il suo stile dando vita ad album inconfondibili ed unici.

 

I RICONOSCIMENTI INTERNAZIONALI

La raffinatezza dei materiali e la cura messa nel realizzare i suoi album, hanno permesso a Mario Acerboni di ottenere diversi riconoscimenti da prestigiosi enti fotografici internazionali.

 

1997-1999-2002-2003.

British Institute Of Professional Photography «Photo Industry Award» Migliore azienda produttrice di album al mondo

 

2007

«Premio alla carriera» consegnatogli nel 2007 dall’Associazione inglese MPA/PPI

 

COLLABORAZIONI

 

2001-2002-2003

Concorso fotografico internazionale «Acerboni Album Wedding Portfolio Competition» - Inghilterra

 

2004 - 2005 - 2006 - 2008 - 2009

Concorso fotografico internazionale «Free for one» Wedding Portfolio Competition – Inghilterra

 

2008 - 2009

partner del Road Show con la sponsorizzazione del «Concorso ritratto» che si concluderà ad Orvieto fotografia e di ANFM - Associazione Nazionale Fotografi Di Matrimonio

 

Mario Acerboni Album
Via Mattei, 14 
25060 Collebeato (BS) ITALY
Tel:   +39 030 2511345 r.a.
Fax:   +39 030 2510101

E-mail: info@marioacerbonialbum.it

www.marioacerbonialbum.com

 

Trenta7 di Eleonora MocciaLeggi ▼Chiudi

 

Il maschile declinato al femminile. Il vuoto e il pieno insieme. Punte spezzate, finte cerniere, tagli e accessori inusuali. E' il contrasto la parola d'ordine per Eleonora Moccia. 
Minimalista ma non minimale.
Un brand dallo stile raffinato, ricercato e controcorrente, come il logo del marchio, distorto, con il numero 37, numero alchemico per la designer, rivolto al contrario e verticalizzato a simboleggiare la forza e la voglia di rompere gli schemi.

Pellami e materiali pregiati sono i protagonisti di tutte le creazioni.
L'artigianalità e l'arte manifatturiera italiane, alle quali è totalmente affidata la produzione, completano lo stile minimale ma innovativo di trenta7.

 

Collezione S/S 2014

 

 

 

Segnalato da REDAZIONE ECCELLENZE ITALIANE

 

ALESSIO ZULLI ARTIGIANATO ITALIANO ALLO STATO PUROLeggi ▼Chiudi

Ho trascorso la vita ricercando e sperimentando.

All'inizio, mentre frequentavo la facoltà di ingegneria a Firenze, ho approfondito le tecniche calzaturiere con l’amico Rocco Damiano (attualmente direttore tecnico settore calzaturiero della Brunello Cucinelli) ed aperto con lui e la sorella uno studio di modelleria, poi mi sono focalizzato sulle borse ed ho creato il marchio Traccia negli anni '90, realizzando pezzi unici venduti nella boutique "Arcana" che ne aveva l' esclusiva.

Conclusa questʼ esperienza, ho trascorso anni a studiare e lavorare sulla fotografia, grafica, stampa industriale e tappezzeria.

Ho progettato e realizzato accessori di abbigliamento, pezzi di design e arredamento dʼinterni ma, alla fine, sono tornato alle mie grandi passioni: la pelle e le borse. Nasce, a coronamento di questo lungo percorso la “Alessio Zulli”

 

Ho scelto di raccontare storie attraverso il mio lavoro, che consiste nella progettazione e realizzazione di borse, pezzi unici, interamente fatti a mano, con tecniche antiche e materiali pregiati, per una produzione limitata ed esclusiva, le singole lavorazioni richiedono in media un mese di lavoro certosino, i dettagli metallici sono realizzati su mio disegno dall'artigiano orafo Maurizo D'Ottavio.

Sogno un futuro, proteso al domani, con il cuore di ieri, quando le persone, costruivano con le mani giorno dopo giorno il loro presente; spero di trasmettere a mia figlia l'amore e la soddisfazione per il lavoro creativo, personale ed a misura di essere umano che ha sempre contraddistinto il prodotto manifatturiro italiano.

 

Il lungo lavoro con radici antiche, che fa del laboratorio di Alessio Zulli una sartoria della pelle, inizia dallo studio della tendenze per continuare con la realizzazione dei bozzetti, la scelta dei pellami e delle conce, la progettazione; il taglio  viene eseguito assolutamente a mano così come la segnatura e foratura dei pezzi, infine ultima ma non meno importante, la cucitura; in una visione di gusto personale sviluppata giorno dopo giorno attraverso i luoghi, lo studio, la passione per i mestieri e l'amore per la bellezza.

A creare ogni singola borsa, spinte dal cuore e guidate dall' intelligenza, sono le mani.

Ogni creazione racconta una storia, di viaggio, di vita, molto spesso di sogno, una storia unica, irripetibile, studiata nei minimi particolari per dare a chi la indosserà le sensazioni che solo l'unicità possiede. La domanda all' origine di tutto è: dove possiamo trovare l’essenza di una donna? Tra le pagine di un libro, in un rossetto, in un paio di scarpe da tennis sfilate in fretta non ancora slacciate, nel piatto di lasagne della mamma, in un valzer in sottofondo, nella musica di un carillon. Alessio è arrivato alla conclusione che sia un po’ ovunque l’essenza delle donne, nei gesti, nei luoghi, dalle città più grandi ai paesi e vi è sempre negli stessi modi, con le stesse sfumature, diverse ma uguali, la capacità di essere l'orizzonte del tempo appartiene alla natura femminile.

Le borse di Alessio Zulli vorrebbero dire tutto questo, ogni volta in modo diverso ed unico come è unica ogni donna.

 

         

  

 

 

www.alessiozulli.it

Piana Clerico 1582 - filo tessile doro certificatoLeggi ▼Chiudi

Nel "Consegnamento delli Mercanti ed Artefici del luogo di Mosso", fatto per ordine del Duca di Savoia Carlo Emanuele I, il 7 maggio 1582 risulta iscritto nel Collegio dei "Lanateri" Bertino Piana, che fonda la prima tessitura e da allora il rumore dei telai risuona nelle valli Biellesi creando una melodia fatta di amore e passione per il proprio lavoro. La storia di questa famiglia è legata in modo indissolubile all'arte della lavorazione della lana e delle fibre pregiate di cui, con il passare degli anni, si sono apprese le diverse lavorazioni e sull'evoluzione della ricerca, con l'ambizione di creare ogni volta un prodotto tecnicamente perfetto...

 

http://www.pianaclerico1582.com/storia.php

GINO COVILI (Pavullo nel Frignano, 1918-2005)Leggi ▼Chiudi

COVILIARTE è stata costituita dalla Famiglia Covili nel 2000 per diffondere la conoscenza dell'opera di Gino Covili. Da sempre ha sede nella Casa del Maestro a Pavullo nel Frignano e ha la rappresentanza legale dell'Artista. Dopo la morte del pittore, conserva e gestisce la PINACOTECA COVILI e svolge l'attività di consulenza per gli enti, le istituzioni, gli studiosi e i collezionisti che si interessano all'opera di Covili. Con OPEN promuove eventi e servizi rivolti all'infomazione, alla ricerca e al collezionismo per il settore dell'arte.

http://www.ginocovili.com/

Giovanni d'Onofrio artistaLeggi ▼Chiudi

Nasce a Napoli, classe 1980. Vive e lavora a Caserta.

Da subito dedica la sua produzione alla ricerca di un nuovo linguaggio emotivo, colto e raffinato, dalla particolare poesia compositiva percepibile sin dalla musicalità dei titoli delle sue opere.

Attivo artisticamente dal 2000, ad oggi ha esposto tra le varie rassegne d’arte contemporanea alla 54° Biennale di Venezia 2011 – Padiglione Campania, a cura di Vittorio Sgarbi; al progetto 13 X 17 di Philippe Daverio parallelo alla 52° Biennale di Venezia del 2007; alla 12° Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo 2005 a cura di Achille Bonito Oliva.

I suoi lavori sono presenti in varie collezioni pubbliche e private.

 

Insegnante d'arte e instancabile ricercatore di Tecnologie Artistiche Tradizionali & Contemporanee, conclude nel 2006 il percorso formativo istituzionale completando con lode il Biennio di Specializzazione in Arti Visive e Discipline dello Spettacolo dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove nel 2004 discuterà una tesi dal titolo “Il teschio nell’iconografia napoletana” basata sull’indagine del rapporto socio-storico-culturale con la morte e la sua rappresentazione nell’iconografia locale; dal 2005, dopo una Specializzazione annuale nell’ambito del Menagement del Turismo Integrato ai Beni Culturali,  focalizzerà i suoi studi sulla percettibilità comunicativa spirituale dell’opera d’arte frequentando e diplomandosi nel mese di Giugno 2007 alla “Scuola di Alta Formazione di Arte e Teologia” presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale e partecipando nello stesso anno alla Scuola Estiva di Alta Formazione sull’Ermeneutica Simbolica dell’Opera d’Arte presso il Complesso Monumentale di San Lorenzo Maggiore a Napoli.

Nel 2007, alla ricerca di conoscenze artigianali ormai in disuso riesce a vivere un'esperienza full immersion nel mondo del restauro e della diagnostica dei Beni Culturali.

 

http://www.giovannidonofrio.com/

Italcheck per la tutela del Made in Italy Leggi ▼Chiudi

                 

 

La contraffazione dei prodotti Made in Italy e l’Italian Sounding rappresentano gravi ostacoli all’espansione delle nostre imprese sul mercato italiano e mondiale, che sottraggono al pil italiano milioni di euro ogni anno: il Made in Italy è un importante patrimonio sul quale investire per guardare al futuro.

La qualità non è riconducibile ad un singolo elemento, ma a diversi fattori che intervengono nel processo produttivo, caratterizzati da problematiche e logistiche estremamente diverse tra loro. Spesso è possibile tracciare solo parte della filiera ma attraverso il progetto Italcheck e grazie alla disponibilità di supporti tecnologici accessibili alla maggior parte dei consumatori è possibile garantire la qualità dalle materie prime alla lavorazione.

Italcheck, nuova business unit di Enisus S.r.l. - società di consulenza strategica e project management - è un sistema internazionale in grado di verificare l’autenticità di un prodotto preservandone l’identità. Nasce per supportare l’industria del Made in Italy tutelando sia i produttori attivi sul territorio italiano, sia i consumatori di tutto il mondo che scelgono di investire in un prodotto italiano al 100%.

Le aziende che prendono parte al progetto sono selezionate in seguito ad un audit in grado di verificare che tutte le fasi di produzione siano corrispondenti ai disciplinari di accreditamento Italcheck. In caso di un riscontro positivo l’azienda verrà inserita nel database dei produttori accreditati Italcheck.

I controlli di conformità ai parametri sono effettuati da un Ente terzo per assicurare l’assoluta oggettività delle valutazioni: in questa fase ITALCHECK si avvale del supporto di Agroqualità S.p.A., società di certificazione per la qualità, parte del Gruppo RINA attiva sull’intero territorio nazionale,che contribuisce al progetto Italcheck mettendo a disposizione le proprie competenze nel campo della tracciabilità e della certificazione food e non food fornendo garanzie circa la corrispondenza tra la promessa e la reale offerta.

Ottenuto l’accreditamento, l’azienda potrà associare i suoi prodotti al marchio ITALCHECK che ne autentica l’identità italiana e avrà a disposizione un profilo facilmente consultabile sulla piattaformadel sistema. Ogni azienda accreditata potrà accompagnare i propri prodotti, oltre che con il marchio, anche con il codice di verifica IC-code e con un QR per rendere diretta la verifica o, a seconda del prodotto e delle necessità più specifiche, NFC, RFID. Inoltre il sistema può essere implementato con importanti servizi utili all’azienda quali tracciabilità, autenticazione e geolocalizzazione, per tenere sotto controllo eventuali contraffazioni, mercati paralleli e anomalie presenti.

La Smart Utility ITALCHECK si appoggia interamente su una piattaforma digitale immediatamente fruibile in tutto il mondo collegando l’utente direttamente nella lingua di riferimento (Italiano, Inglese, Francese, Spagnolo, Tedesco, Portoghese, Cinese, Giapponese, Russo, Arabo), permettendo un controllo rapido ed efficace.

E’ possibile collegarsi al sito di ITALCHECK direttamente da qualsiasi smatphone, ipad e tablet o dal proprio pc, anche scaricando gratuitamente la WebApp ITALCHECK, per verificare in tempo reale se un prodotto in vendita è effettivamente al 100% italiano. Per ottenere maggiori informazioni sul prodotto stesso o contattare in tempo reale l’azienda, sarà sufficiente sfruttare il canale Italcheck per raggiungere la scheda informativa, il suo sito web ed i canali social.

La forza della collaborazione tra due realtà differenti come Enisus e Agroqualità si trova nella complementarietà delle conoscenze che ognuna può offrire e la capacità di elaborarle per il raggiungimento di questo risultato, un punto di incontro che, da una parte permette di tutelare il cliente nell’ambito del mercato, dall’altra permette all’azienda di porsi in un contesto internazionale differenziandosi dai competitors, fornendo la prova a 360 gradi della qualità della propria produzione italiana al 100%.

www.italcheck.it –www.agroqualita.it

Attiva dal 1995, Agroqualità è nata dall’esigenza delle Camere di Commercio di sostenere le produzioni agroalimentari di qualità tramite la certificazione dei prodotti e dei sistemi. La società opera anche per la valorizzazione di altre importanti filiere del Made in Italy: turismo, tessile e orafo ed è organismo accreditato per i principali schemi certificativi nazionali e internazionali.

 

 

GLORIA V. FENAROLI fotografaLeggi ▼Chiudi

GLORIA V. FENAROLI è una fotografa bresciana.
La sua formazione artistica spazia dal teatro all'arte figurativa in genere.
La qualità delle sue immagini è frutto della sua sensibilità che l’aiuta ad un avere un criterio psicologico per arrivare all’ anima dei soggetti ritratti.
Attualmente si sta dedicando ad una ricerca sugli alberi monumentali in stretto rapporto con l’essere umano accomunato dalla percezione spazio-atemporale dell’esistenza lavorata con l'originale stampa Fine Art "Marks of Time".

Nel 2007 Gloria è stata riconosciuta dalla FEP tra i migliori fotografi d’Europa nel Ritratto (Qualified European Photographer). Dal 2008 è membro attivo dell’americana WPJA (Wedding Photojournalist Association) da cui ha ricevuto tre riconoscimenti. Ha ricevuto 2 medaglie d’argento nel 2010 dal FIOF (Fondo Internazionale Orvieto Fotografia) per il suo approccio verso il Ritratto e nel 2012 per la Ricerca. Nel 2013 è entrata a far parte dall’associazione inglese SWPP (Society of Wedding and Portrait Photographers)

Gloria espone le sue immagini all’interno di mostre personali e collettive a Pechino; a Lishui nella regione dello Zheijang durante il festival internazionale di Fotografia d’Arte; a Londra presso l’esibizione del Made in Italy; a Bourbon-Lancy e in molte città italiane.
Dal 2011 Gloria è patrocinata dal marchio CANON per la Ricerca.

 

 

Quotus, cartoleria di lussoLeggi ▼Chiudi

Quotus è alta cartoleria di lusso, realizzata da abili artigiani con materiali semplici come la vera pelle e la carta vergata.

 

L'obbiettivo di questa giovane azienda è quello di esportare la miglior tradizione manifatturiera del Made in Italy in tutto il mondo attraverso la vendita online dei suoi quaderni, quadernetti, blocchi a strappo e taccuini. La varietà di temi, formati e colori fa si che il target abbracciato da questo marchio italiano sia il più ampio possibile, prestando attenzione sia alle esigenze del mondo del lavoro, sia al tempo libero, avendo allo stesso tempo un occhio di riguardo per i giovani e le donne che cerchino accessori alla moda sobri ed eleganti.

 

La lavorazione di tutti i protagonisti delle linee Quotus avviene attraverso diverse fasi che vedono protagoniste le esperte mani di numerosi professionisti del settore, abituati a trattare materiali delicati e difficili da lavorare come la vera pelle bovina. Il risultato è un prodotto classico e moderno allo stesso tempo, adatto a chi apprezza il piacere di possedere qualcosa di unico.

 

Mission

Realizzare prodotti artigianali di pregevole fattura che migliorino la vita di chi li possegga, il lusso della qualità messo al servizio dell’eleganza ogni giorno, in modo da narrare quanto di straordinario meriti di essere ricordato.

Quaderni, Blocchi, Quadernetti, Pavra, lasciatevi raccontare, Quotus parlerà di voi.

 

 

L'azienda

Quotus è cartoleria artigianale di lusso. Un lusso pratico e a portata di mano: blocchi a strappo, quaderni, quadernettie miniquadernetti dal taglio lineare e raffinato, realizzati con pregiata carta vergata e rivestiti in pelle naturale, secondo la miglior tradizione made in Italy. Ogni articolo è disponibile in diverse declinazioni di colore e di tema. È così che ogni Quotus diventa il vostro Quotus personale: un discreto e fedele compagno di tutti i giorni -espressione del vostro stile- a cui affidare le esperienze, le emozioni, i ricordi più significativi.

 

"Regalatevi e regalate Quotus se amate possedere o far dono di un oggetto unico e di qualità grazie a cui ritrovare il piacere del vostro tempo e dei suoi momenti migliori.”

 

 

Materiali

Rilegatura e Rifiniture

Il fascino senza tempo di carta e pelle in un'impeccabile interpretazione artigianale made in Italy.

Quotus è un prodotto di qualità superiore, adatto a chi ama distinguersi in modo semplice ma raffinato. In ogni particolare.

Per questo, curiamo ogni dettaglio di produzione, dalla scelta di materiali di pregio alle attività di manifattura, per offrirvi un oggetto di cartoleria:

 

Bello - Tutti i prodotti della linea Quotus sono realizzati da maestri artigiani italiani secondo l’inimitabile stile made in Italy, in un perfetto equilibrio tra linearità ed eleganza.

Robusto - Ottimo spessore della pelle, buona grammatura della carta, perfetto lavoro di rivestimento e rilegatura, adeguati ad assicurare ad ogni articolo solidità e durata nel tempo.

Pratico - Il taglio essenziale e rigoroso unito alla scelta di pellami a trama liscia e uniforme, o con sobri elementi decorativi, accentuano i pregi di naturalezza e semplicità del prodotto. Questo permette di usarlo con disinvoltura in svariate situazioni, ogni giorno, senza correre il rischio di essere troppo ingombrante o impegnativo.

 

Possedere e regalare Quotus è gratificante: vi offre l’opportunità di vivere il piacere del lusso quotidiano, in un felice equilibrio fra praticità e stile.

 

 

 

www.quotus.it

Terza Strada zona industriale Macchiareddu 09032 Assemini ( Cagliari)

 

Ms. Alice Paiotti - Managing Director PAYACHT SrlLeggi ▼Chiudi

The Italian yacht outfitter and vendor PAYACHT Srl has developed a novel strategy to present its offering to potential clients: as a turnkey organiser, the enterprise uses the events as a clever marketing and contact platform

Ms. Alice Paiotti, Managing Director, set up PAYACHT Srl in 2005...

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VETRERIA SCERRATOLeggi ▼Chiudi

Nata nel 1963, la vetreria Scerrato è sempre alla ricerca di nuove sperimentazioni nel campo della lavorazione del vetro. Nel laboratorio vengono realizzate artigianalmente e con grande maestria vetrate artistiche a piombo, ottone, tiffany, sabbiate, stratificate, dipinte e in vetrofusione. La scelta accurata dei materiali e la cura dei particolari sono i motivi per cui molti architetti e designer la scelgono.

Nel punto vendita è presente un vastissimo campionario di cornici: famosa è l' esclusiva linea SOQQUADRO che consiste nel lavorare cornici di stili diversi assemblate con tessuti, intagli in legno o metallo, per fare sì che ogni opera diventi un pezzo unico.
 

Riconoscimenti e premi: Premio alle imprese longeve e con continuità generazionale 2011 Eccellenza Artigianato Laziale - Regione Lazio con supporto tecnico della Bic Lazio 2012 In allegato alcune delle nostre opere.
 

Vi consigliamo di visitare il loro sito
www.vetreriascerrato.it
o la loro pagina facebook

https://www.facebook.com/vetreria.scerrato?fref=ts

 

IL CAPITANO E POETA MAURIZIO POGGIALILeggi ▼Chiudi

 

Capitano A.M. e poeta Maurizio Poggiali (1965-1997) deceduto nell'adempimento del proprio dovere nel 1997, rappresenta un'eccellenza italiana.

 

È stato emesso un francobollo a suo nome, Roma lo ricorda con una scuola ed un Largo Maurizio Poggiali

 

 

EMISSIONE FRANCOBOLLO MOSTRA FILATELICA AVIAZIONE PER RICORDARE IL CAPITANO E POETA MAURIZIO POGGIALI

 

Maurizio Poggiali, poeta ed aviatore

 

Questo francobollo emesso delle Poste Italiane riveste un duplice significato: il primo, quello di ricordare una personalità, Maurizio Poggiali, che ha inciso nella storia dell’Aeronautica Militare e della città di Roma dove mio fratello è nato, nel 1965, da Giuliano e Vanda.

Fin da adolescente, campione giovanile con l’ A.S. Roma nuoto, dimostra grande interesse, oltre che per lo sport, per il mondo culturale e scientifico. Si impegna personalmente per la creazione di un organismo giovanile europeistico ed attraverso i suoi elaborati e la partecipazione a varie conferenze ed incontri, espone la necessità della collaborazione tra le varie Nazioni, nel settore scientifico-tecnologico, con il fine ultimo di aiutare il processo dell’integrazione europea. Nel 1985 e 1986, tra migliaia di partecipanti, risulta vincitore del concorso internazionale "I giovani incontrano l’Europa" indetto dalla Rai. Il candidato doveva indicare, tra i vari pregiudizi esistenti nei Paesi della Comunità, quello di maggior ostacolo all’unificazione europea e quale iniziativa suggerisse per rimuoverlo. Maurizio scrive:

 "Abbiamo tanti problemi in casa nostra!" Questo è il pregiudizio più pericoloso e di maggior ostacolo all’unificazione europea. E in questo senso vanno indirizzati gli sforzi maggiori: essere insieme, uniti, non significa consolarsi a vicenda nel pianto della rassegnazione ma, al contrario, aiuto reciproco e volontà raddoppiata di venire a capo dei problemi più tormentosi. E’ necessaria una maggiore, migliore, capillare e intelligente informazione per un maggior "credo" in una dimensione europea, in un futuro comunitario più sereno per tutti: è ripetitivo ma importante sottolineare che le attenzioni vanno rivolte ai giovani, perché se questi oggi non avvertono l’esigenza, la ne-ces-si-tà di un’ Europa Unita, tale non sarà domani e se non arrivano a comprendere che il bilancio "USE" sarebbe sicuramente più che positivo per "l’uomo europeo", anche loro con buona probabilità, avendo un animo e una mente, continueranno come "uomini della Terra" a tremare seppur inconsciamente nella triste prospettiva della fine di tutto".

L’anno successivo i concorrenti erano tenuti a condensare in un testo di massimo venti parole come immaginavano - o come avrebbero voluto - l’unità europea. Maurizio compone così: "Verranno i giorni delle notti di luce. La luce di più di dodici stelle. I giorni dell’Europa unita".

In una lettera del 1986, indirizzata alla poetessa Maria Luisa Spaziani, durante il primo anno d’Accademia Aeronautica, già si intravedono i tratti di una singolare figura di aviatore-poeta che, come Antoine Saint-Exupery - al cui mito è stato avvicinato - ama la poesia, la letteratura e la scrittura:

 "Ci può essere qualcosa di più bello dell’attività creativa e letteraria in particolare? Mettersi lì, davanti alla carta bianca, candida, a scrivere e aggiustare e togliere e riscrivere, lei sa quanto appaghi. Devo confessarle, d’altro canto, che la consapevolezza di svolgere, ad alto livello, un compito di difesa al servizio del proprio Paese, di essere tra coloro che garantiscono, salvaguardandola, la libera quotidianità ai propri cari e alla nazione intera in un certo senso rende orgoglioso chi sente la "bellezza" di offrire qualcosa agli altri. Inoltre, le cosiddette "virtù militari" quali il coraggio, la lealtà, lo spirito di sacrificio, l’onore, continuamente predicate in Accademia, riescono qualche volta a suscitare brividi davvero nobili".

Risulta primo tra i navigatori al termine del corso Falco IV° dell’Accademia Aeronautica di Pozzuoli (1986-1990). Il suo iter formativo lo porta a stretto contatto con la realtà militare internazionale: presso la Midwestern State University di Wichita Falls (Texas); la base aerea dell’Air Force di Mather (California) e la Scuola Trinazionale per velivoli Tornado presso la Royal Air Force di Cottesmore (Gran Bretagna) dove, superando impegnativi test e qualificandosi sempre tra i primi in competizione con colleghi di altre nazionalità, diviene un esperto navigatore di Tornado: il jet supersonico, raffigurato nel francobollo, è un velivolo tra i più complessi in dotazione all’Aeronautica Militare e del quale il capitano Maurizio Poggiali era uno specialista.

Ufficiale stimato ed orgoglioso di indossare l’uniforme azzurra, trascorre gli anni tra il 1991 ed il 1994 presso il 154° gruppo di Ghedi (Brescia) tra i famosi "Diavoli rossi" ; periodo che considera: "tra i più belli della mia vita". Nel 1995 viene selezionato per il reparto d’elite dell’A.M.: il Reparto Sperimentale Volo di Pratica di Mare dove ricopre incarichi di responsabilità e di comando.

Dal 1995 al 1996 frequenta, con straordinario profitto, il 28° corso "Aerosystem" presso la base della RAF a Cranwell, meritandosi il plauso e l’apprezzamento di tutto lo Staff del College e conseguendo la qualifica di "Collaudatore di sistemi avionici". A seguito dell’ottenimento di ulteriori qualifiche, brevetti e prestigiosi riconoscimenti internazionali che fanno onore al nostro Paese, viene nominato, dal Ministero della Difesa, "Istruttore Sperimentatore di sistemi avionici" e "Capo sezione Navigazione" servizio prove di volo del 311° gruppo. Dopo aver frequentato la Ground School del velivolo Tornado Adv presso la base RAF di Coningsby (Gran Bretagna), il 9 aprile 1997, da Gioia del Colle, fa parte del primo equipaggio italiano ad effettuare rifornimento in volo con il Tornado Adv. Il 6 maggio 1997, come navigatore, effettua voli con il Tornado F3, durante i quali egli mette a punto le procedure che sono impiegate dai piloti dei reparti operativi.

Nel mese di giugno del 1997 partecipa, come rappresentante dell’A.M. italiana, al Salone Aeronautico Internazionale di Le Bourget (Parigi) ed è intervistato, per la Rai, ad illustrare l’avionica del velivolo MB339 CD, a cui stava riversando il suo impegno.

Il secondo proposito del francobollo a lui dedicato - nel decennale della morte avvenuta l’8 agosto 1997 , a trentadue anni, nell’ incidente aereo di Monte Lupone (Cori-Latina) provocato da imperizia altrui -, credo sia quello di far emergere, attraverso il suo esempio, quanto sia importante, nella vita di ogni individuo, mettere a servizio della collettività valori quali l’onestà, il coraggio, il senso del dovere, lo spirito di sacrificio: virtù che Maurizio Poggiali possedeva e che ha saputo esprimere nel suo percorso umano e professionale. La vita di uno studioso di Ingegneria Aerospaziale all’Università Federico II di Napoli con l’obiettivo di partecipare alle selezioni per astronauta; la vita di un simpatico "esploratore" dal sorriso contagioso ed ottimista e, al tempo stesso, la vita esemplare di un cittadino del mondo, altruista e partecipe ai problemi del prossimo.

Una nobile esistenza nella quale echeggia, come in quella di un giovane eroe moderno, il monito di Kant: "il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me". La legge morale lo ha fatto librare verso il sogno dello spazio e delle stelle e lo ha stimolato "ad amare le cose difficili se necessarie alla libertà", contrastando ogni iniquità. Questo suo anelito di trasformare in meglio la società - in cui "l’essere" deve sovrastare "l’avere" - e, parimenti, "la bellezza di offrire qualcosa agli altri", li manifestava con azioni, propositi, scritti espressi con forza d’animo, perizia ed intelligenza, unite sempre a stile e misura. Dovessi scegliere una sua frase, per indirizzarla a tutti i giovani, citerei questa: "Fai dell’onestà una sorta di faro e se in futuro certe zone della tua vita non ne rimanessero illuminate, considera la possibilità di cambiare qualcosa, perché qualcosa che non va, c’è".

Il Sindaco di Roma on. Walter Veltroni, durante l’inaugurazione di "Largo Maurizio Poggiali" così lo ricorda:

"Un ragazzo di trentadue anni, caduto mentre faceva il proprio dovere; una persona che aveva stabilito un sottile filo di coerenza fra il dovere di pilota e la sua passione letteraria e civile. Se c’e’ qualcuno a cui credo sia giusto che la città renda omaggio, queste sono esattamente le persone come Maurizio Poggiali. Abbiamo voluto dedicare questa strada alla memoria di Maurizio con l’obiettivo preciso di dare il segno di una presenza che continua: così è per i bambini della scuola elementare che già porta il nome di Maurizio Poggiali e così sarà per i cittadini di questo quartiere, orgogliosi di uno slargo di Roma che porta il nome di un ragazzo italiano che, come Antoine Saint Exupery, - l’autore del "Piccolo principe", anche lui pilota e scrittore -, coltivava la poesia, la vita, che amava volare e che ha terminato la propria esistenza facendo il suo dovere".

E se è vero, come riporta Maria Luisa Spaziani, nella prefazione al libro di poesie di Maurizio Poggiali "Lune d’inverno" che: "la vita è come un elastico, che rimane lo stesso, teso o rilasciato che sia, e che la qualità conta, non la quantità: la quantità è soltanto visibile per chi resta, per chi non può entrare negli alti disegni del Creatore", è altrettanto vero che la qualità dei "grandi" è di superare il tempo e divenire storia.

Grazie anche a questo francobollo, gli ideali di Maurizio Poggiali rimarranno sempre dei luminosi punti di riferimento per le nuove generazioni di aviatori e di cittadini.

articolo  di Fabio Poggiali,  autore, regista e Presidente Associazione Maurizio Poggiali 

 

 

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ricorda con queste parole il capitano Poggiali:

"Un giovane caduto nell'adempimento del proprio dovere, dopo una vita breve ma intensa, improntata a valori etici che possono costituire modello per le giovani generazioni".

 

Il Presidente della Provincia Nicola Zingaretti ricorda i valori del capitano Poggiali, durante il "Premio Maurizio Poggiali" per la migliore tesi di laurea in ingegneria aerospaziale:

"Credo che lo spirito di questo premio, rivolto ai giovani ricercatori della nostra università, sia il modo migliore per ricordare Maurizio Poggiali: non solo una celebrazione, ma una testimonianza viva rivolta a giovani ragazzi e talenti impegnati in un campo importante come quello dell’ingegneria aerospaziale."

 

Da Sindaco di Roma Walter Veltroni , durante l'inaugurazione di "Largo Maurizio Poggiali", così si è espresso:

"Un ragazzo di trentadue anni, caduto mentre faceva il proprio dovere; una persona che aveva stabilito un sottile filo di coerenza fra il dovere di pilota e la sua passione letteraria e civile.  Se c'e' qualcuno a cui credo sia giusto che la citta' renda omaggio, queste sono esattamente le persone come Maurizio Poggiali.
Abbiamo voluto dedicare questa strada alla memoria di Maurizio con l'obiettivo preciso di dare il segno di una presenza che continua: cosi' e' per i bambini della scuola elementare che gia' porta il nome di Maurizio Poggiali e cosi' sara' per i cittadini di questo quartiere, orgogliosi di uno slargo di Roma che porta il nome di un ragazzo italiano che, come Antoine Saint Exupery, - l'autore del "Piccolo principe", anche lui pilota e scrittore -, coltivava la poesia, la vita, che amava volare e che ha terminato la propria esistenza facendo il suo dovere".

 

www.mauriziopoggiali.it

Sfera AllestimentiLeggi ▼Chiudi

 

SFERA ALLESTIMENTI S.r.l.

 

Nata nel 2001, dall’idea di due donne imprenditrici, come piccola impresa a Villanova di Castenaso (BO), Sfera Allestimenti è oggi il partner ideale per le aziende che intendono promuovere la propria immagine con strutture ad elevato impatto comunicativo, in tutta Italia e in Europa.   
Quando una delle due socie  è purtroppo venuta a mancare,  la titolare sig.ra Caravita ha continuato da sola con tenacia e spirito di abnegazione.   

Vogliamo segnalare che, in un periodo come questo,  Sfera Srl  nel mese di aprile ingrandirà i propri spazi  accorpando nuovi uffici .

Il personale qualificato (composto da una squadra di uomini che la sig.ra Loretta  dirige)  assicura una produzione accurata e studiata in ogni minimo dettaglio.

 

Azienda di Bologna con provata esperienza per la realizzazione, il noleggio e la vendita di allestimenti fieristici personalizzati in Italia e all'estero.

Allestimenti Sfera realizza tecnicamente il messaggio pubblicitario attraverso un'attenta analisi delle esigenze espositive, ricercando le soluzioni piu' idonee atte ad esaltare il prodotto.

"Il principale obiettivo e' valorizzare l'immagine di un'Azienda qualunque sia lo stand proposto".

I servizi offerti da Allestimenti Sfera per la personalizzazione dello stand e per la consegna del prodotto finito si distinguono per la creativita' della proposta, ricerca nel dettaglio, originalita' della linea ed assistenza costante.

L'esperienza pluriennale maturata da Allestimenti Sfera è la garanzia per il cliente. Siamo presenti in tutte le più importanti fiere d'Italia e d'Europa e fornitori segnalati dalla Fiera di Bologna. 

 

SFERA srl allestimenti fieristici
Via Ca' dell'Orbo Nord , 41/2
40050 VILLANOVA DI CASTENASO – BOLOGNA - ITALY
PH 0039 (0)51 6053652  FAX 0039 (0)51 6064478 
www.allestimentisfera.it,  sfera@allestimentisfera.it   

 

            

Museo Polare Silvio ZavattiLeggi ▼Chiudi

Il 18 Aprile 2012 il Rotary Club Roma Prati, presieduto dalla Dott.ssa Maria Rosaria Valensise, ha organizzato una Conferenza dal titolo “Silvio Zavatti. Un uomo verso l’ignoto”

Durante la serata è stato illustrato il Museo Polare “Silvio Zavatti” della città di Fermo, dalla Direttrice Maria Pia Casarini.

Al termine della Conferenza è stata consegnata una Medaglia Commemorativa della Base Polare Artica per la Collezione della Sala delle Medaglie del Museo a Renato Zavatti, Presidente dell’"Associazione Amici del Museo Polare", figlio di Silvio Zavatti.

 

        

UN1CO: IL RIFIUTO SI FA DESIGNLeggi ▼Chiudi

UN1CO: CON L’IMPRONTA CREATIVA IL RIFIUTO SI FA DESIGN

In un covo di energia creativa “scovato” da Roberto Ciliberto

 

Stile, design e riciclo. Queste le basi del progetto Un1co, negozio-officina di Bologna che negli ultimi anni ha raccolto le opere di moltissimi designer e stilisti italiani e stranieri interessati particolarmente al tema del riuso: mobili, accessori, gioielli, ma anche vestiti, utensili e vere opere d’arte nate dal riutilizzo di materiale di scarto.

E proprio il riuso di prodotti, bollati – con una certa pigrizia mentale - come obsoleti e di rifiuto, fa di questi oggetti dei pezzi unici che ritrovano “nuova luce” (a volte proprio in senso letterale, se guardiamo ad esempio alle bellissime lampade della designer Miss Lamparita)

Gli artisti sono stilisti e progettisti provenienti da tutto il mondo che hanno saputo sintetizzare le tematiche di bello e utile nelle loro composizioni, attraverso lo sviluppo di idee proprie del genio italiano dove il prodotto non si limita mai al valore meramente  materiale, ma vive dell’impronta personalizzata del suo ideatore.

Da loro si incontrano perciò tanti oggetti che sono esclusivi perché non provengono da produzioni industriali, elaborati come vere e proprie opere d’arte con il valore aggiunto del recupero. Il progetto, nato dalla collaborazione tra Alessandro Israelachvili (designer dello studio Ilil) e la madre Giorgia (già nel brand Emmanuel Schvili), vuole dimostrare come le idee originali e uniche possano riscontrare un vero successo; il negozio e spazio espositivo vive l’arte a 360 gradi con le opere in vendita, eventi e serate di moda, stile, cultura e design.

 

UN1CO

Bologna - Via Baruzzi 1/2

Milano - Temporary Store fino al 18 aprile 2013 - Via San Carpoforo angolo Via Madonnina www.unicobologna.it

 

Getta La ReteLeggi ▼Chiudi

 

Getta La Rete è una testata giornalistica informativa on-line, nata da poco più di un anno, che offre ai suoi lettori riflessioni su argomenti politici, economici e di costume, oltre ad aggregare con link e citazioni, opinioni e notizie a premessa di intelligenti confronti.

Il numeratore delle visite, posto nella prima riga in alto, ha mostrato di essere l’ indicatore di un interesse crescente, da parte dei navigatori del web, segnalando un trend di visualizzazioni, che per durata di lettura e per numero di contatti, ha coinvolto, nel primo anno, più di centomila navigatori del web provenienti dai motori di ricerca e dalle segnalazioni degli aggregatori delle news on-line.

Intorno a Getta La Rete si sta consolidando una community, manifestamente interessata al confronto culturale, politico e sociale, poco propensa alle parole d’ordine, alle fidelizzazioni acritiche, alla delega delle responsabilità.

Sono uomini e donne che si fermano, incontrando le nostre pagine, con idee magari diverse, ma con disponibilità ed ascoltare pareri diversi dai propri.

 

Editore Getta La Rete di Giovanna Moresco
Corso Magenta n° 25
25121 Brescia
Telefono: 030.2070151

Cellulare per invio sms: 3204408043

info@gettalarete.it

www.gettalarete.it

 

Azienda Agricola BonatLeggi ▼Chiudi

 

AZIENDA AGRICOLA BONAT

Mi presento, sono Giorgio Bonati e con mio figlio Gianluca conduco la nostra azienda agricola nella campagna parmense. La nostra una famiglia di agricoltori e allevatori da quattro generazioni. Oggi abbiamo circa 100 mucche che producono latte che  trasformiamo in Parmigiano Reggiano nel caseificio. Successivamente stagioniamo il prodotto presso un magazzino di stagionatura. Produciamo il nostro Parmigiano Reggiano solo con il latte delle nostre mucche che vengono alimentate con il fieno prodotto nei nostri campi: la nostra infatti un'azienda a ciclo completo; dal cibo per i nostri animali, al latte che producono,  alla trasformazione in formaggio fino alla vendita, tutto curato e gestito da noi. Questo ci permette di avere un prodotto di grande qualit, seguito in ogni minimo dettaglio con precisione e scrupolo, in modo da raggiungere una tracciabilità perfetta.

Le nostre mucche mangiano soprattutto fieno di prato stabile centenario che contiene erbe ed essenze oggi sconosciute e introvabili nei prati di semina pi recente. La particolare ricchezza di questo fieno conferisce al latte e quindi al formaggio alcuni aromi esclusivi. Il resto dell'alimentazione e' costituito da miscele di cereali, mais, orzo e soia. Tutto il ciclo di lavorazione rigorosamente artigianale. Il nostro Parmigiano Reggiano quando raggiunge i 2 anni di stagionatura viene riqualificato da esperti del Consorzio di Tutela e solo le forme eccezionali e di corretta maturazione vengono marchiate con il secondo  marchio "EXTRA"; solo il meglio a questo punto raggiunge i 3 anni o addirittura i 4-5-6-7-10 anni di stagionatura. E' qui che la nostra scelta di privilegiare le lunghe stagionature viene premiata: il nostro Parmigiano Reggiano diventa un formaggio dalle qualità straordinarie, premiato in numerosi concorsi internazionali e ricercato dai migliori ristoranti in Italia e nel Mondo. La Guida "Formaggi d'Italia" del Gambero Rosso ha assegnato il premio "Tre Spicchi di Cacio" al nostro 3 anni e il premio "Fuoriclasse" al 7 anni. L'Accademia ALMA Cucina diretta dallo chef Gualtiero Marchesi, ci ha assegnato la medaglia d'oro ALMA CASEUS 2012 per lo stagionato 28 mesi.

Vi aspettiamo nella nostra azienda per mostrarvi il nostro lavoro. Forse ci troverete a mungere le mucche o sul trattore a raccogliere il fieno, se chiamate al telefono magari sentirete in sottofondo il muggito dei nostri animali. E' questo il nostro lavoro e di questo siamo orgogliosi, così come del nostro Parmigiano Reggiano.

A presto.

Giorgio e Gianluca Bonati.

 

 

Az.Agr. Bonati Giorgio

Via Bosco, 3 - Basilicanova (Parma), ITALY

Tel / fax +39.0521.681.707

e-mail: info@bonat.it

 

   

Torronificio delle MadonieLeggi ▼Chiudi

Annamaria è il direttore commerciale, sua sorella Filippa ha la responsabilità della produzione. Entrambe perseguono l’unico obiettivo della qualità che, assicurano, garantisce redditività. A partire dalle produzioni madonite, mandorle, nocciole e miele realizzano torroni e prodotti dolciari tipici del luogo. Annamaria e Filippa sono subentrate nella gestione del Torronificio delle Madonie ai tre fratelli a metà degli anni ’90 dopo che questi ultimi avevano rilevato l’attività del padre Ignazio che la fondò quarant’anni prima. L’attuale stabilimento sorge in un’area agricola quasi completamente occupata da impianto a frutteto per la coltivazione di mandorle e nocciole. Torroni e torroncini, croccanti, pasta di mandorla, praline e tanto altro ancora sono realizzati con prodotti selezionati e di provenienza locale perché le donne dell’azienda sono convinte che solo così possono ottenere prodotti sicuri e caratterizzati da elevati standard qualitativi. Sono le materie prime il segreto della qualità aziendale: le mandorle, le nocciole, il fine cioccolato e il miele superbo costituiscono la base del successo riscosso in mostre-mercato, fiere ed esposizioni agroalimentari.

 

 

www.mgmdolciaria.com

 

info@mgmdolciaria.com

annamariamilazzo@mgmdolciaria.com

filippamilazzo@mgmdolciaria.com 

SPIRITO CONTADINO, VALORE ALLA TERRALeggi ▼Chiudi

"Spirito Contadino nasce dal recupero di antiche tradizioni Pugliesi della famiglia De Palma Damiana che diventano ogni giorno un rito, un’arte che rivaluta gesti semplici, che sanno trasmettere la forza e la passione contadina senza confini, senza tempo. Una passione per la natura e per i suoi frutti capace di illuminare lo sguardo e l’animo di chi l’osserva, capace di raccontare storie di emozioni e sensazioni, di uomini che adoperano le mani quotidianamente con caparbietà e ostinazione tra le asperità delle zolle della terra.

Crediamo fortemente che il futuro della buona tavola sia il recupero delle tradizioni contadine Pugliesi di una volta. Per questo ci impegniamo a seguire i campi dalla semina alla raccolta, dalla mondatura alla preparazione di ottimi prodotti sani e di qualità. Il seme da noi selezionato é prodotto nei nostri campi, viene utilizzato per una nuova semina, per garantire e mantenere alti livelli di qualità. Rispettiamo pazientemente i ritmi e la stagionalità che la natura ci impone, senza forzature, arricchiamo la nostra terra con concime organico e sfruttiamo al meglio il suo ciclo vitale per avere una coltivazione naturale".

L'Azienda Agricola

Il marchio Spirito Contadino

 

Per info: www.spiritocontadino.com

 

 

13 luglio 2012

Giorgi Gioielli, studio gioielli d'arteLeggi ▼Chiudi

Il laboratorio é stato fondato negli anni '60 dallo scultore e orafo Giorgi Alberto e vede ora la prosecuzione della sua opera da parte delle altrettanto eccellenti figlie Lucia e Stefania. Giorgi Alberto ha ricevuto riconoscimenti in varie città europee, Anversa, Instanbul, ecc., ha alcuni suoi gioielli esposti al museo di Arte Contemporanea di Roma. Per il Natale 2011 é uscita una pubblicazione bilingue italiano ed inglese dove é raccontata in breve la storia del laboratorio dal padre alle figlie.

E' importante sottolineare la radice comune che tiene unite le due generazioni e questa capacità e predisposizione nel proseguo dell'attività. Le due sorelle effettuano sfilate tra le quali Miss Fano che fa parte del circuito di Miss Italia, sono state di recente visitate dalla rivista DOVE per una pubblicazione.

www.giorgigioielli.it

Progetto Musicale Artistico Sociale 'Le Quattro Stagioni Musicali dell'Arte'Leggi ▼Chiudi

Il progetto è studiato per razionalizzare gli investimenti e conseguire almeno 4 traguardi principali: artistico – generare risorse economiche - innovazione – immagine e pubblicità per i sostenitori

Artistico.
Nasce la “prima orchestra sinfonica italiana di eccellenza filologica”. In Europa fioriscono da tempo decine di splendide realtà sinfoniche private di questo genere, ma in Italia ciò non è stato possibile fin ora. Questo è ancor più paradossale se si considera che quasi tutte le forme musicali classiche sono nate in Italia, compreso le prime Sinfonie – scritte in 3 movimenti - composte da G.B.Sammartini. ( Anche Haydn che poi le sviluppò, ebbe parole di stima per Sammartini ).

La formula proposta nel progetto ottimizza i costi grazie ad una razionalizzazione semplice, mai introdotta in Italia, che mette a frutto alcune specificità del talento italiano. Unisce prime parti note a giovani talenti, selezionati artisticamente e dal punto di vista della mentalità: affinché si possa armonicamente sviluppare la crescita artistica. La rotazione nei ruoli tra queste prestigiose prime parti - secondo la loro specializzazione ed il tipo di repertorio - garantisce la più appropriata guida stilistica in ogni repertorio: le diverse epoche musicali hanno differenti linguaggi espressivi. Ci si specializzerà in particolare nel repertorio Classico e Primo romantico ( es. da Sammartini, Haydn, Mozart, Beethoven, Cimarosa, Rossini, Bellini, Donizetti, Schubert, Schumann fino a Mendelsshon ), partendo naturalmente dal Barocco ( con archetti specifici dell’epoca ) e studiando comunque il repertorio Romantico e Folkloristico ( es. Brahms, Tchaikovsky, Dvorak, Borodin, Korsakov …) e del 900’ sinfonico da camera. E’ la prima iniziativa del genere in Italia, con caratteristiche tali da poter essere considerata, per diversi aspetti, sicuramente benemerita.

Generare risorse economiche.
Il progetto è studiato per recuperare interamente gli investimenti già vendendo il solo 50% dei biglietti possibili ( a prezzi medi ) anche senza un solo euro di sponsor, sostegni, convenzioni ed indotti vari. La “massa critica” finanziaria necessaria si raggiunge realizzando 4 sole produzioni musicali all’anno ( una per ogni stagione ) replicate direttamente in 15 Città principali Italiane, con la formula del doppio concerto: uno alle 18.00 ( happy hour ) finemente multimediale, che abbina in sincrono sensibile Musica ed Arte coeva e uno alle 21.00 con un carattere eventualmente più tradizionale.

Complessivamente sono 120 concerti di grande qualità in 60 giorni, in 15 Città, con 4 produzioni annue: uno schema più che prudente e di grande impatto. Il pareggio di bilancio si ottiene già con meno del 50% del risultato vendite e quindi il potenziale guadagno è veramente consistente: dà forti profitti agli investitori e permette anche di devolvere una quota ad Organizzazioni per il Sociale.

Si aggiungono altre rilevanti forme di incasso:

diverse tipologie di sponsor, contributi, sostegni, convenzioni, borse di studio, indotti da repliche tramite partner in altre Città, vendita di repliche nel variegato mercato degli eventi, stagioni concertistiche; oltre a possibili prodotti Dvd musicali - multimediali per la promozione turistica territoriale, ecc.
Il potenziale degli incassi con i soli biglietti è di oltre euro 4,5 milioni al netto di tasse e Siae, spendendo al massimo la metà: con un utile potenziale di oltre euro 2,25 milioni, ai quali vanno aggiunte le altre forme di incasso sopra citate.
Inoltre, alcuni eventi potrebbero offrire repertori adatti a platee eterogenee più vaste, utilizzando quindi strutture o spazi
turistici di maggiori dimensioni, dai 5'000 ai 20'000 posti: con ulteriori rilevanti vantaggi economici.
Innovazione.
L’Italia detiene circa il 70% del Patrimonio Artistico Europeo, oltre il 50% di quello Mondiale. Ha contribuito più di qualsiasi altro Paese alla Grande Musica, sia con innovazioni “tecniche” che con un impressionante numero di compositori e
capolavori musicali in tutte le epoche. L’abbinamento in sensibile sincrono multimediale tra musica e pittura – scultura – architettura – urbanistica – giardini – artigianato artistico – costumi, consente di percepire il meglio il clima culturale artistico nelle varie dimensioni musicali artistiche, aiutando ascolto musicale.
Ciò permette di avvicinare diversi contesti sociali e trovare sinergie locali con il Turismo, nazionale e locale. La multimedialità consente di dare più visibilità agli sponsor e sostenitori. Molteplici sono le opportunità di cooperazione con Accademie, Conservatori, Università e le singole Territorialità. Diversi aspetti del progetto sono candidabili ai fondi UE.

Immagine e Pubblicità.
L’impostazione nel suo complesso favorisce un incisivo ritorno d immagine, aiuta il settore no profit Sociale, offre un’intelligente occasione di alto aggiornamento per i musicisti italiani di maggior talento (che rimangono i più trascurati tra i musicisti europei ) ed una capillare promozione pubblicitaria nei Territori. Può aiutare a far riprendere coscienza in
una nazione da tempo troppo esterofila, sul potenziale offerto ancora oggi dai nostri talenti e dal Patrimonio Territoriale. Il progetto si configura come la prima iniziativa italiana privata che mette in sinergia diversi Mondi: Musicale Artistico – Produttivo – Sociale, con un meccanismo che si sostiene autonomamente nel tempo, producendo
rilevanti profitti agli investitori e procurando ( a regime ) interessanti opportunità anche per il Sociale. Il settore delle agili orchestre private d’eccellenza è prezioso: per il turismo e per contribuire ad assicurare un futuro alla ricerca artistica musicale in questo Paese; può diventare uno degli antidoti più efficaci contro i rischi della routine culturale.

Elaborato il 10 gennaio 2010, depositato e pubblicato da Stefano Michelangelo Lucarelli e Claudia Peschiera.

www.stefanolucarelli.com

 

TASTE LAB ART EXPOLeggi ▼Chiudi

Nuova struttura polivalente di San Quirico d’Orcia, nel cuore del Parco Artistico Naturale e Culturale della Val d’Orcia in Toscana. Combinazione di arte visiva ed enogastronomica con eventi espositivi e di degustazione.

Taste Lab, via Dante Alighieri 33/b, San Quirico d’Orcia - Siena

''chi cerca trova? Linkedin e il mercato del lavoro '' - 6 giugno 2012Leggi ▼Chiudi

L'incontro, organizzato dalla Delegazione Lazio in collaborazione con l'Associazione laureati LUISS, si svolgerà presso la sede LUISSdi Viale Pola 12 - Sala delle Colonne - il 7 giugno 2012, alle ore 18:00.

L’incontro si inserisce nel filone “new media/social media” inaugurato con l’incontro “La comunicazione e la lobby al tempo di Twitter” dello scorso gennaio: si tratta di approfondimenti tematici su singoli strumenti e sulle ricadute dell’utilizzo di questi sulla vita professionale.

Anche in questo caso, approfondiremo il tema con rappresentanti dei vari universi professionali.

In allegato l'invito

Premio letterario Scrivere Donna, nuova edizione 2012-2013Leggi ▼Chiudi

NEOS EDIZIONI: GIORNATA CONCLUSIVA DEL PREMIO "SCRIVERE DONNA" - NUOVO BANDO PER L'EDIZIONE 2012-2013

con il patrocinio  di: Provincia di Torino, Città di Torino, Città di Rivoli, e con il sostegno delle associazioni Apid Imprenditorialità Donna, Polvere di Luna, Carta e penna, Galleria delle Donne, Tra-me, si è conclusa con grande successo il 12 maggio 2012, al Salone Internazionale del Libro di Torino la terza edizione del Premio Letterario Scrivere Donna.

Siamo lieti di comunicarvi il nuovo bando della quarta edizione, 2012.2013 dal tema "Comunque bella".

Alleghiamo il bando e la cronaca della premiazione

Scarica il Bando - Comunque Bella

Scarica La cronaca della premiazione

 

Per informazioni più approfondite www.neosedizioni.it

alla pagina "concorsi neos"

100esimo Meeting MPEG - dal 30 aprile al 4 maggio 2012Leggi ▼Chiudi

Il Moving Picture Experts Group (MPEG), il comitato internazionale che ha sviluppato l'MP3, l'MPEG-2, l'MPEG-4 (Comitato presieduto dall'Ing. Leonardo Chiariglione dal 1988) e una serie di altri standard che hanno trasformato e arricchito il modo in cui gli esseri umani interagiscono con i media, terrà il suo 100esimo incontro in Svizzera, a Ginevra, dal 30 Aprile al 4 Maggio 2012.

Il 2 Maggio avrà luogo un importante evento, "MPEG 100 Event", per festeggiare quasi un quarto di secolo di intensa attività che ha visto migliaia di esperti dei media digitali provenienti da decine di paesi e centinaia di aziende operare in collaborazione per far avanzare le frontiere della tecnologia.

L'evento vedrà la partecipazione di funzionari di alto livello dalla International Organization for Standardization (ISO) e dalla Commissione elettrotecnica internazionale (IEC), le organizzazioni co-sponsor della Joint ISO / IEC Technical Committee (JTC 1) Information Technology in base alle quali MPEG opera, l'International Telecommunication Union
(ITU) con i quali MPEG ha sviluppato due standard di compressione video e sta attualmente sviluppando lo standard video ad alta efficienza di codifica (HEVC), e la World Intellectual Property Organization.

I Digital Media hanno creato una rivoluzione nel modo in cui i media vengono creati, distribuiti e consumati dagli utenti, sviluppando ramificazioni profonde nei settori dell'industria, della società e di ciascun individuo. I media digitali sono ormai parte integrante della vita di miliardi di persone, rendendola migliore, più interconnessa e sociale.

Il "MPEG 100 Event" sarà un'importante occasione per confermare che le organizzazioni internazionali manterranno una stretta cooperazione per tracciare il futuro dei media digitali.

 

Segnalazione di:

Isabella Chiariglione
www.keydec.it
www.cedeo.net

DE TOMMASO CALZATURIFICIO - Il tempo a passo d'uomoLeggi ▼Chiudi

(Segalazione di Cristina Trifilio - 13 aprile 2012)

Cosimo de Tommaso e Cosimo de Tommaso. Tra i due, trecento anni di tradizione calzaturiera italiana. Il primo era un calzolaio fiorentino che seppe trasmettere al figlio Emilio la sua stessa passione per la pratica artigianale di produrre calzature fatte a mano di pregevole qualità. Emilio divenne uno dei migliori artigiani calzaturieri del suo tempo, tanto che Napoleone Bonaparte lo chiamò a Parigi incaricandolo di confezionare le proprie calzature per ogni battaglia. Il secondo è l'erede di questa tradizione familiare e, nella Valle del Crati in Calabria, presso Cosenza, ha dato vita ad un' azienda di artigianato calzaturiero, che si muove lungo le direttrici del marketing contemporaneo che coniuga l'antica arte di famiglia alle innovazioni tecnologiche compatibili con essa.

La de Tommaso produce oggi calzature di altissima qualità, uniche al mondo perchè curate dalla mano dell'uomo in ogni parte del processo di produzione, dalla cucitura alla tinteggiatura.

Sono calzature ricercate in tutto il mondo, dal Giappone agli Stati Uniti, perchè soddisfano il bisogno di eleganza. Da sempre. Da Napoleone Bonaparte alle star di Hollywood.

http://www.detommaso.it/

I VALORI DEGLI ITALIANILeggi ▼Chiudi

Dall’individualismo alla riscoperta delle relazioni
Istituto della Enciclopedia Italiana - Palazzo Mattei di Paganica - Sala Igea - Piazza della Enciclopedia Italiana, 4 - Roma
 

Quali valori sono stati alla base del lungo percorso di sviluppo della realtà socio-economica italiana e quali invece caratterizzeranno il nostro futuro: è questo il filo rosso che attraversa la ricerca realizzata dal Censis nell’ambito delle attività per le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Anche grazie al confronto con i risultati di un’analoga ricerca sui valori degli italiani condotta venti anni fa è stato possibile ricostruire come ‒ dalla famiglia al lavoro, al rapporto con la spiritualità ‒ siamo cambiati. E capire se le scintille di speranza che vanno emergendo, fatte di responsabilità e attenzione alla relazione, riusciranno a essere un nuovo motore per il nostro futuro.

Intervengono:

Giuliano Amato - Presidente del Comitato dei Garanti per le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia
Giuseppe De Rita - Presidente del Censis
Paolo Peluffo - Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio per Informazione, Comunicazione, Editoria e Coordinamento amministrativo

L'INTELLIGENCE: FONDAMENTALE STRUMENTO PER PROTEGGERE LA SICUREZZA DELLO STATOLeggi ▼Chiudi

Un manuale, edito da Città del Sole Edizioni, che approfondisce i meccanismi dei servizi segreti. Con la Prefazione di Stefano Folli

 

L’intelligence: questa sconosciuta. Quante volte abbiamo sentito, in modo particolare tramite le notizie diramate dai mass media, questa parola? Quanto ne sappiamo veramente dei meccanismi che reggono le basi della difesa economica, militare, politica di uno stato?

È opinione largamente condivisa che i servizi d’intelligence siano sinonimo di mistero, di operazioni oscure messe in pratica dai potenti del mondo che, come in un teatrino dei burattini, muovono i fili per manipolare le sorti del mondo. Sono richiamati alla memoria periodi politicamente bui della recente storia italiana durante i quali la raccolta d’informazioni e ciò che viene comunemente chiamato spionaggio erano utilizzati a fini politici. Oppure, in una società multiculturale e multietnica come quella odierna, si ritiene siano indispensabili per essere al sicuro e prevenire qualsiasi forma di terrorismo. La sicurezza dello stato è, dunque, indispensabile soprattutto negli anni duemila, dove le nuove forme di terrorismo espongono il mondo a nuovi rischi e pericoli.

Ma dietro il lavoro dei servizi d’intelligence c’è un mondo complesso, un volume indefinito d’informazioni da raccogliere, analizzare e selezionare. C’è questo e molto altro ancora.

Antonella Colonna Vilasi – autrice specializzata nell’argomento e prima ad averne scritto una trilogia – nel suo ultimo libro Manuale d’intelligence (Città del Sole Edizioni, pp. 144, € 14,00) si propone di rendere meglio comprensibile questa tematica, soprattutto a chi dovesse addentrarvisi per la prima volta o non avere nozioni istituzionali specifiche, partendo dalla definizione e dalle origini storiche fino ad analizzare gli obiettivi e gli orizzonti futuri dei servizi di sicurezza. Il testo è organizzato in due capitoli principali, accompagnato dalla Prefazione di Stefano Folli, dall’Introduzione di Pierre Lacoste, ed è completato da un’intervista ad Alfredo Mantici.

 

Servizi segreti e sicurezza dello stato

L’autrice, come sottolinea Stefano Folli, si propone l’obiettivo di demolire il mito dell’intelligence, «eliminare tante scorie pseudo-ideologiche e far comprendere al lettore quanto siano importanti le funzioni che un servizio bene organizzato ed efficiente può svolgere a favore della collettività. Fare a meno dell’intelligence non si può, in un mondo in cui persino gli Stati faticano a sopravvivere alle nuove minacce che li incalzano. Quindi la cosa migliore è conoscere i servizi per quello che sono e rappresentano. Quando un paese è solido, fondato su un governo legittimo e su un Parlamento in grado di controllarne l’operato, l’intelligence ritrova tutto il suo fascino. Ed è altrettanto affascinante capire come funziona e a cosa serve».

Già all’inizio del primo capitolo Antonella Colonna Vilasi specifica bene la definizione, non sempre scontata, del termine inglese “intelligence” che traducendolo letteralmente in italiano, significa “intelligenza” nell’accezione di raccolta d’informazioni utili, o “spionaggio” espressione che però induce a pensare a una funzione illegale o immorale dei servizi segreti, oltre che a imprese stile James Bonde. La traduzione del termine inglese non è, quindi, la migliore possibile in quanto esprime gli aspetti più che altro negativi delle attività di sicurezza. Come esplicita l’autrice «volendo fornire una spiegazione che sia la più oggettiva possibile del termine intelligence, potremmo definirla come “l’insieme delle attività finalizzate all’acquisizione d’informazioni rilevanti per la sicurezza dello Stato”, sia che la si voglia intendere come una branca dell’attività governativa, sia che la si intenda semplicemente come uno specifico campo di studio accademico che si occupa di rapporti internazionali, di politica estera e di sicurezza nazionale». Ma, considerando l’aura di mistero e complotto che ruota intorno a questa tematica, è facile comprendere quanto sia poco conosciuta dai cittadini, come li separi dalle istituzioni una distanza spesso abissale e, se da un lato manca la comunicazione istituzionale da parte degli organismi dei servizi segreti, dall’altro è scarso o totalmente assente l’interesse dell’opinione pubblica verso i temi della sicurezza nazionale.

In un mondo come quello odierno, globalizzato, multiculturale, multietnico e in continua evoluzione gli stati si trovano ad affrontare sempre nuove minacce: alla sicurezza del territorio, alla stabilità dello stato, agli interessi nazionali. E anche il modo di perseguire la sicurezza è cambiato. I meccanismi che regolano le azioni d’intelligence sono paragonabili a quelli di qualsiasi altra scienza: viene privilegiato il metodo scientifico al fine di prevedere il futuro tramite lo studio minuzioso del materiale raccolto e l’ambiente circostante. «L’analisi d’intelligence inizia con i dati, ma è finalizzata a formulare previsioni. L’intelligence, insomma, è funzionale all’attività di previsione che, a sua volta, è preliminare all’attività di pianificazione. Anzi, si può sostenere che non si ha intelligence senza previsione, e previsione senza intelligence». Fondamentali sono tre fasi principali secondo le quali s’articola tutto il processo: fase della descrizione, fase della spiegazione e fase della previsione.

 

Le nuove frontiere dell’intelligence

Lo panorama economico, politico, sociale e culturale mondiale, dopo il 1989 con la caduta del muro di Berlino, è stato completamente mutato con un conseguente rimodellamento delle attività dell’intelligence. Il bipolarismo, che vedeva la contrapposizione delle due super potenze Urss e Usa, ha lasciato spazio al multipolarismo con l’avanzata sulla scena di nuovi stati che fino ad allora avevano orbitato intorno a uno dei due protagonisti. A ciò si sono aggiunte nuove tensioni etniche e razziali che hanno alimentato ideologie terroristiche e d’odio verso l’Occidente sfociate nell’attacco alle Torri Gemelle di New York. «Gli avvenimenti che hanno segnato gli anni tra il 1989 ed il 1991 – specifica l’autrice – hanno modificato il precedente scenario di riferimento internazionale: le situazioni tipiche di un sistema bipolare, gli interessi nazionali, le minacce e i fattori di rischio interagenti sulla sicurezza dello Stato sono crollati per subire una completa metamorfosi in riferimento ai nuovi rapporti del multipolarismo. Conseguentemente le attività d’intelligence hanno dovuto adeguarsi ed adattarsi».

Colonna Vilasi riporta in modo molto dettagliato, nel secondo capitolo, i risultati dello studio Global Trends 201521, divulgato dal National Intelligence Council22, organismo americano, nel gennaio del 2001, secondo il quale le tendenze geopolitiche e geoeconomiche che caratterizzeranno lo scenario mondiale del 2015 e che saranno oggetto dell’attenzione delle operazioni dei servizi di sicurezza, sono la demografia, le risorse naturali e l’ambiente, l’economia e la globalizzazione, la scienza e la tecnologia, la gestione di governo nazionale ed internazionale, le tendenze nel conflitto futuro. Ma specifica anche che «purtroppo l’onniscienza e la chiaroveggenza sono doti che non possiamo richiedere ai governanti. Né possiamo auspicare una conoscenza ed un controllo dei cittadini delle odierne nazioni democratiche, ricalcato sul “grande fratello” di orwelliana memoria. Possiamo però avvalerci di un ottimo strumento in nostro possesso, l’intelligence, l’unico in grado di delineare le linee guida del mondo che verrà, sebbene con possibilità di chiaroveggenza decisamente più limitate, e probabilmente fallibili».

Nella nostra epoca incentrata sulla rivoluzione digitale, gli organismi d’intelligence devono essere in gradod’affrontare nuove sfide incentrate soprattutto sullo sviluppo, sulla gestione delle informazioni e della conoscenza e di dare un senso alla quantità enorme d’informazioni in loro possesso. 

Rosina Madotta

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BIGITALY FOCUS

BigiItalyfocus is a daily news service offering informations and insights on the best of the italian presence in the world. From Monday to Friday, BigItalyFocus provides an information overview, ranged from development aid to made in Italy

Colonna Vilasi, first european author to publish a trilogy about the intelligence

Interview

"In a time when countries are struggling to survive the new threats chasing them, where today's friend can become tomorrow's enemy, where new forms of terrorism exposes countries to risks and dangers, we couldn't do without intelligence". Word of Antonella Colonna Vilasi, first European author to have published a trilogy on intelligence topic, acclaimed in major european universities. After a tour which in the major Italian universities, she has been called to give lectures in Tirana and London and will make a stop in Paris, Barcelona and Madrid in April. Her "Manuale di Intelligence" (Intelligence Handbook) explores the purposes of Intelligence in the modern Western democracies: "The introduction - explains the author - is curated by Stefano Folli, the preface by the Director of French External Security, Pierre Lacoste,and an interview with Alfred Bellows, former director of SISDE Analysis Office, completes the work". "In Italy, within our universities, there is no chair about Intelligence as abroad. I teach in Albania, Switzerland and United States. What I noticed is that, in recent years, the interest in criminology is increasingly growing among young people. But very, very few women are dealing with Intelligence". "Students - says the author - are really into cybernetic attacks. Today young people - continues Colonna Vilasi - are very curious and eager to understand the mechanisms of contemporary Intelligence, the new threats and new challenges, past and present terrorism". "In a globalized evolving world - adds the writer, born in Civita Castellana, in the province of Viterbo - countries are facing new threats and needs a new way to pursue security". Se is currently being published in France, with the book "The intelligence aux enfants expliquée": "The tour I'm doing in the various european universities is definitely an important experience and is a source of pride. Today when we think about Intelligence - the author explains - we think of something dark and mysterious, having in mind the popular Agent 007, James Bond. It 'a phenomenon that is often misunderstood, however. Behind what is commonly called Intelligence there is a more complex world, a 'systems' system' that is indispensable for the security of a country".

WHO IS ANTONELLA COLONNA VILASI
Born in Civita Castellana (Viterbo), Antonella Colonna Vilasi lives in Rome. She is author of several essays of topical interest (Intelligence. Nuove minacce e terrorismo (2008), Intelligence (2008), Segreto di Stato e Intelligence (2008), Europol (2008), Il bullismo (2008), Un conflitto "atipico": l'embargo statunitense a Cuba (2008), Il mercato dell'energia in Italia (2008), Crimine e onore. I codici di comportamento delle organizzazioni criminali (2008), and papers about contemporary social pedagogy. She has been awarded with several literary prizes and she is juror of "Roma si scrive".

''21 MINUTI'' D'ECCELLENZA CON FONDAZIONE PATRIZIO PAOLETTILeggi ▼Chiudi

“21 Minuti – I Saperi dell’ Eccellenza” è l`innovativa conference annuale ideata da Patrizio Paoletti e realizzata dall`omonima Fondazione, pronta nel 2012 a presentare la sua quarta edizione.

Si tratta di una manifestazione con caratteristiche uniche nel panorama internazionale, un momento di attenta riflessione in cui convergono i più aggiornati saperi prodotti dall’uomo: 21 tra le personalità eccellenti del pianeta raccontano al pubblico la loro visione del mondo e le loro idee strategiche per il cambiamento, per l’innovazione e per lo sviluppo sostenibile.
Offrendo contributi multidisciplinari, dalla filosofia all’arte, dalla scienza all’economia, i relatori si alternano sul palcoscenico per approfondire i temi di maggiore attualità di questo terzo millennio, lanciare spunti di riflessione e proporre nuove idee per il futuro.

Locations d’eccezione, allestite in alcune delle città più belle d’Italia (a Milano le edizioni 2009 e 2010, ad Assisi quella del 2011), diventano luoghi di scoperta per chiunque desideri migliorare la propria consapevolezza e rendersi ponte per un cambiamento d’insieme, attraverso l’ascolto e la rielaborazione delle idee proposte.

La mission ultima di ”21Minuti” nelle parole del suo ideatore e chairman Patrizio Paoletti:   «Interconnettere le persone ad un livello più profondo, creando unità d’ intenti attraverso una forte condivisione ed espressione di valori: questo è il concetto di eccellenza e sostenibilità promosso da 21 minuti.»

Tra i numerosissimi relatori delle passate edizioni: David Gross (Premio Nobel per la Fisica 2004), Martin Chalfie (Premio Nobel per la Chimica 2008), Woodrow Clark II (Premio Nobel per la Pace 2007), Mario Calabresi (giornalista), Michael Gazzaniga (neuroscienziato), Gilead Sher (diplomatico), Natasha Korsakowa (musicista), Sam Say (imprenditore sociale), Giulio Giorello (filosofo), Paolo Nespoli (astronauta).

“21 minuti” oltre ad essere uno straordinario evento live, è una piattaforma multimediale e multidisciplinare aperta, che può essere seguita in streaming su una web-tv, su una community, attraverso un blog, un magazine e sui principali social network.

www.21min.org

 

Tessuto aereo: la piu' brava del mondo e' ItalianaLeggi ▼Chiudi

Ilaria De Novellis ha venticinque anni, è laureata in psicologia e vive a Roma. A Hong Kong ha sfidato americane e giapponesi danzando fino a 8 metri d'altezza, sospesa a una lunga striscia di stoffa. E' suo il titolo di campionessa mondiale di tessuto aereo. "Il segreto? Allenamento, equilibrio e controllo". Dietro l'esibizione che le ha permesso di vincere il World's First Pps Aerial Performance International Tournament, una lunga passione per la danza e un esercizio duro e intenso: ''Da bambina mi è sempre piaciuto lavorare con il corpo: ginnastica artistica, pattinaggio sul ghiaccio, danza moderna e classica, fino ad arrivare al trapezio. Ma il vero amore era per il tessuto''.

La formazione alla Scuola romana di circo e i vari laboratori all'estero hanno poi convinto Ilaria a continuare gli allenamenti in aria, dai 15 ai 20 metri, anche con il cerchio e altri attrezzi. Nel 2010 il debutto con il musical Jesus Christ Superstar al Teatro Sistina. Ecco alcuni scatti dell'esibizione che ha portato Ilaria sul podio mondiale della disciplina aerea insieme ad alcune immagini che rappresentano il suo profilo artistico
(a cura di Marzia Papagna)
 

La Repubblica.it - 5 gennaio 2012

Articolo segnalato da Alberico Bonacci

Museo delle Icone e della Tradizione BizantinaLeggi ▼Chiudi

 

COMUNE DI FRASCINETO (CS)

Comunicato Stampa

27 dicembre 2011

 

Il Museo delle Icone e della Tradizione Bizantina di Frascineto, centro d’eccellenza della cultura bizantina in Calabria, istituito nel 2007, si determina sul territorio quale elemento imprescindibile capace di mettere in evidenza le specificità di un prodotto culturale di alto valore. A distanza di qualche anno dalla sua istituzione, il Museo diventa meta indiscussa ed elemento di ammirazione per i cultori e gli appassionati del settore che hanno avuto modo di apprezzare una tra le più straordinarie collezioni di icone presenti in Italia (Collezione Lombardi).

 

E’ opportuno evidenziare che il ruolo di una istituzione così importante, che tra l’altro ha contribuito a rafforzare l’identità e la crescita sociale, potrebbe rappresentare un’opportunità economica per un corretto sviluppo locale. Da una analisi approfondita di questi fattori, è emersa chiara l’esigenza di valorizzare e potenziare le eccellenze culturali disponibili, finalizzandole a sostegno di una moderna offerta culturale, quantitativamente ricca, attrattiva e fruibile, in grado di mobilitare significativi flussi turistici nel territorio. L’attuale Amministrazione Comunale, rappresentata dal Sindaco Arch. Francesco Pellicano, ha inteso questi principi ed avviato una serie di iniziative a supporto; si è deciso quindi di elaborare un piano di sviluppo strategico finalizzato alla valorizzazione e promozione del Museo attraverso diverse fasi di programmazione. Il progetto, ha coinvolto tra l’altro esperti del settore come il Prof. Gaetano Passarelli responsabile scientifico del Museo e docente di storia e civiltà bizantina, il responsabile comunicazione e promozione del Museo, sig. Angelo Castellano ed il responsabile degli uffici amministrativi sig. Vittorio Blaiotta, una Task Force costituita da politici e tecnici che attraverso diverse azioni programmatiche finalizzate al raggiungimento di obiettivi specifici, coordinerà il progetto.

 

Nello specifico, le priorità progettuali seguiranno due ordini: da una parte ci sarà la pianificazione di interventi che permetteranno il raggiungimento degli standard minimi per quanto riguarda la fruizione e la qualità dei servizi offerti dal Museo, dall’altra si interverrà attraverso l’ organizzazione di un sistema di comunicazione inteso come dialogo tra il Museo e le diverse strutture turistiche presenti sul territorio, le diocesi, le scuole ed università, gli operatori del settore, le agenzie di viaggio ed i tour operator, il tutto nell’impresa di promuovere e coordinare le eccellenze culturali in un’ottica di organizzazione e gestione di itinerari artistici, storici e turistico-culturali, rivolti a favorire con efficacia ed efficienza l’offerta culturale nel suo complesso.

 

Nel merito, la qualità dei servizi sarà rafforzata attraverso strumenti come gli special-events, quali mostre temporanee e convegni a tema, percorsi didattici rivolti alle scuole, corsi e seminari di iconografia bizantina, con la partecipazione attiva di Iconografi e docenti di fama internazionale. Il sistema di comunicazione sarà potenziato attraverso interventi su leve di marketing, con particolare riferimento allo sviluppo ed al consolidamento di rapporti con player nazionali e di settore. In quest’ottica saranno siglati, con diversi operatori del settore, importanti accordi di co-marketing e specifiche convenzioni che prevedono particolari agevolazioni e benefit. L’obiettivo che ci si prefigge di raggiungere è quindi quello di favorire un turismo culturale di eccellenza che sappia apprezzare le specificità che caratterizzano il nostro territorio favorendo così un processo di crescita equilibrato a sostegno delle economie locali.

 

Angelo Castellano
Comunicazione e Promozione
Frascineto (CS) Lì 27/12/2011 Museo delle Icone e della Tradizione Bizantina

10 italiani che hanno conquistato il mondo di Simone MarcuzziLeggi ▼Chiudi

 

 

IL LIBRO


Un’esperienza comune a noi italiani è questa: viaggiare all’estero, dichiarare le nostra provenienza e vederci da subito inscritti in una deprimente costellazione di stereotipi.
L’Italia? Berlusconi, la mafia, la pizza, qualche volta le belle donne, un tempo il calcio. E così, noi che sappiamo che c’è dell’altro, vorremmo aprir bocca e controbattere. Poi però ci blocchiamo, ci stringiamo nelle spalle, facciamo un sorrisetto al nostro interlocutore e lasciamo perdere. A cosa potremmo aggrapparci infatti?

 

Be’, potremmo fare come ha fatto Simone Marcuzzi, ad esempio. Che invece di dire: “gli italiani sono anche altro”, ha pensato bene di dire: “adesso vi mostro degli italiani che sono anche altro”. Cos’hanno in comune Pinocchio e Luciano Pavarotti, Dante e Rita Levi Montalcini, Enzo Ferrari e Giorgio Armani, Moana Pozzi e Leonardo da Vinci, Sergio Leone e Yuri Chechi? Vivi o morti, immaginari o reali, umanisti o scienziati, sono tutti italiani famosi nel mondo, italiani che tutti conoscono.

 


In un momento in cui il nostro paese sembra in affanno come mai in precedenza e la nostra immagine internazionale è fin troppo negativa, vale la pena di ricordarsi che esiste, è sempre esistita ed esisterà sempre un’Italia bella e riconosciuta nel mondo. Di cui andare fieri. A cui cercare di appartenere.
Perché alle nostre spalle e al nostro fianco ci sono anche Umberto Eco, Maria Montessori, Federico Fellini, Carla Fracci, Anna Magnani, Renzo Piano, Eleonora Duse, Luciano Berio, Antonio Canova, Cristoforo Colombo e tanti altri ancora… Ecco quindi il catalogo di Simone Marcuzzi. Da qui ogni lettore potrà partire per fare il proprio. Perché vale la pena di leggere 10 italiani che hanno conquistato il mondo? Perché abbiamo bisogno di guardare a esempi positivi per non assistere impotenti al funerale del nostro paese (piangendo, ovviamente: stile mélo). Perché il libro è costruito come un romanzo a episodi e ogni racconto invoglia a procedere oltre non solo nella carrellata di italiani-modello, ma anche nella storia personale di un ragazzo che possiamo essere noi (o i nostri figli, nipoti, bisnipoti eccetera).
Perché per diventare italiani migliori, in grado di pensare un paese diverso da quello dello stereotipo, abbiamo estremo bisogno di non prenderci troppo sul serio.

 

L’AUTORE
Simone Marcuzzi (Pordenone, 1981) ha pubblicato la raccolta di racconti Cosa faccio quando vengo scaricato e altre storie d’amore crudele (Zandegù, 2006) e il romanzo Vorrei star fermo mentre il mondo va (Mondatori, 2010), vincitore del Premio Zocca Giovani 2011. Collabora all’organizzazione del festival letterario Pordenonelegge.

COME COMINCIA
Fa parte dell’esperienza di ciascuno il sorrisetto beffardo con cui, all’estero, viene accolta l’ammissione di provenienza di un cittadino italiano. “Oh, nice to meet you. And where are you from?” “Italy”. Ed eccovi servito il sorrisetto. Come se scattasse un meccanismo invisibile, una trappola celata dalle foglie sul sentiero obbligato di una nuova conoscenza, la bella sensazione di respirare in terra straniera subito spianata dalla radiazione di significati tossici evocata dal nostro paese.

 

Comunicato Stampa

"10 italiani che hanno conquistato il mondo" di Simone Marcuzzi

data di uscita: 18 novembre 2011

Decima Biennale Internazionale del MerlettoLeggi ▼Chiudi

Cantù dal 16 Ottobre al 6 Novembre 2011

La manifestazione è allestita in  tre distinte sedi espositive, ognuno affronta e approfondisce un tema diverso per dare agli utenti una lettura ampia sul merletto: dal progetto all’oggetto.

 

La sede principale a Villa Calvi, via Roma 8 a Cantù, ospita la mostra Merletti & Design ed è organizzata in diverse sezioni:

 

- “Merletti & Design: una storia a Cantù”, la sezione storica propone un’ampia ricostruzione delle vicende, con alcuni documenti inediti, fotografie e merletti che illustrano sia la produzione artigianale, con i grandi pezzi per l’arredo, sia quella più innovativa
- “Merletti & Design: nuovo design per pezzi unici” testimone di eccezione per questa decima edizione della mostra è Alessandro Mendini, architetto e designer di fama internazionale, che ha realizzato appositamente un progetto destinato a un pannello in merletto.*

 

- una sezione dedicata alle scuole e associazioni del merletto che sono attive sul territorio comunale e nei comuni limitrofi che presentano i lavori realizzati nel corso degli ultimi due anni (2009-2011)

 

Altra sede è il Battistero di Galliano che ospita la mostra: “Merletti e ricami ottocenteschi e contemporanei”. A seguito di un’attenta riflessione e della conferma della assegnazione del Battistero di San Giovanni Battista a Galliano come una delle sedi espositive per la Biennale del Merletto, la mostra curata da Rita Bargna in qualità di presidente dell’Associazione Merletti d’Arte di Cantù, illustra una parte della produzione di merletti e ricami a tema religioso del XIX secolo e più contemporanei. La scelta di esporre pezzi relativi a temi religiosi è stata dettata soprattutto dalla particolarità dello spazio espositivo, luogo di culto importante per la storia della cultura religiosa, per la storia dell’arte lombarda e per il territorio, oltre che dalla possibilità di poter scegliere tra i numerosi merletti che compongono la collezione. In mostra saranno esposti importanti pezzi a tema religioso che hanno arricchito e abbellito le cerimonie liturgiche, quali veli da sposa, corredi da battesimo, fazzoletti da nozze, servizi per celebrazioni liturgiche.

 

Infine l’Istituto Superiore “Fausto Melotti” Liceo Artistico di Cantù, dove “Il merletto: didattica, progettualità ed innovazione” espone i merletti più significativi realizzati presso la Scuola tra gli anni trenta e cinquanta. Il fascino intramontabile del merletto, la sua delicata poesia, la sua leggerezza candida e raffinata nascondono un insieme di conoscenze e di esperienze che solo attenti e sensibili osservatori sanno cogliere. Conoscenze progettuali, abilità grafiche unite ad esperienze esecutive caratterizzano la selezione di merletti proposta dall’Istituto Superiore Fausto Melotti. Nello spazio espositivo della scuola si possono ammirare un gruppo di preziosi lavori che non solo documentano la ricerca estetico stilistica promossa dal corso di merletti, sin dalla fine dell’Ottocento, ma soprattutto evidenziano le novità didattiche e progettuali condotte da docenti ed artisti che nel corso degli anni hanno operato all’interno dell’istituto.

Alessandro Mendini “Autoritratto”

*Merita un approfondimento importante la collaborazione di Alessandro Mendini per la Biennale.

Il suo progetto “Autoritratto” riporta nuovamente il merletto,  prodotto artigianale per eccellenza, nel dibattito contemporaneo sul design. Il disegno autografo appare già un merletto compiuto: unisce un’idea innovativa alla capacità di cogliere alcuni aspetti basilari della specificità tecnica e storica del pizzo, grazie all’attenzione che Mendini riserva costantemente alla “circolarità” tra passato e futuro.
All’abilità esecutiva e d’interpretazione delle merlettaie canturine è affidato il compito di tradurre il progetto in fili colorati, per confermare la recente affermazione di Mendini “il pizzo è uno dei nostri grandi patrimoni”. (intervista a Mendini, Corriere della Sera, 10 Settembre 2011)  

www.merletti.it